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INPS per tutti. Catania e l’integrazione sociale

Firmato il protocollo d’intesa alla presenza del Ministro Nunzia Catalfo

INPS per tutti. Questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il sindaco di Catania Salvo Pogliese ha siglato il Protocollo d’Intesa alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.

INPS per tutti, in particolare per i più bisognosi

Il  progetto mette in campo azioni mirate a facilitare l’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali per i soggetti più bisognosi, recandosi nei luoghi dove questi si trovano e offrire loro il supporto necessario.

L’iniziativa è rivolta alle fasce più deboli della popolazione:

  • persone in stato di povertà assoluta, senzatetto o senza fissa dimora;
  • abitanti di comuni distanti dagli uffici dell’Inps;
  • utenti non consapevoli dei propri diritti.

Le città di Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino e Bari si sono già attivate, predisponendo degli info point per l’avvio del progetto a partire da ottobre.

Indicazioni sugli Info Point

La città di Catania, ha annunciato il sindaco, predisporrà isole di accoglienza e di comunicazione “INPS per tutti” in via sperimentale, nel centro polifunzionale di San Leone e nella Prima Municipalità di via Zurria. L’obiettivo sarà quello di intercettare persone in stato di povertà o disagio e rendere più accessibili gli strumenti a sostegno della povertà erogati dall’Inps.

«Secondo gli ultimi dati statistici, a Catania, il 18% dei nostri concittadini vive in una famiglia senza reddito, né da lavoro né da pensione», ha precisato il primo cittadino. «Oltre il 50% delle nostre famiglie ha un reddito annuo inferiore a 15.000 euro e il tasso di disoccupazione giovanile è superiore al  41%».

«Credo che questi dati siano assolutamente drammatici», annota Pogliese con rammarico.

«Ecco perché credo a Catania c’è l’assoluta necessità di una iniziativa come questa, su cui abbiamo subito dimostrato piena disponibilità».

I servizi a sostegno del reddito e per la perdita di lavoro

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, dal canto suo, ha affermato l’importanza di avvicinare il cittadino alle istituzioni.

«Con il progetto “INPS per tutti” saranno fornite maggiori informazioni che riguardano le più recenti misure come il Reddito di Cittadinanza e la Pensione di Cittadinanza. Ma non solo queste», ha anticipato il Ministro.

«Anche la NASpI, l’Assegno Sociale e le misure che aiutano le famiglie, come il Bonus Bebè. Finalmente i cittadini potranno capire come potranno usufruirne».

Le prospettive dell’Inps

Il presidente Inps, Pasquale Tridico, ha evidenziato come il progetto “INPS per tutti” affermi e avvalori i principi dell’articolo 3 della Costituzione, ovvero a ridurre le disuguaglianze e rendere esigibili i diritti.

«La povertà non è solo una riduzione di reddito: la povertà è esclusione», ha dichiarato nel corso del suo intervento.

«Le persone povere sono escluse dal processo di richiedere l’esigibilità dei propri diritti. Con “Inps per tutti” quello che vogliamo fare è rompere le barriere architettoniche che separano le persone più fragili dai propri diritti».

Un importante contributo all’iniziativa è dato anche dalla Croce Rossa Italiana. Insieme al Comune provvederà infatti a individuare i soggetti interessati attraverso i propri sportelli e servizi a fruizione diffusa sul territorio.

I sindacati locali: “Miopia sociale che si conferma perdente e rischiosa”

«È dovere delle istituzioni e di un istituto chiave per il welfare come l’INPS, sperimentare delle soluzioni a livello nazionale, come potrebbe rivelarsi il progetto “Inps per tutti”, e applicarle nei territori», fanno sapere in una nota congiunta i sindacati locali.

«Cgil, Cisl, Uil e UGL non sono stati invitati e informati – annotano – come se si trattasse di un’attività di esclusiva competenza amministrativa».

«Ciò denota una miopia sociale sia da parte dell’INPS che del Comune, che si conferma perdente e rischiosa. Perdente perché – spiegano – un Istituto pensionistico che non rispetta i corpi intermedi non ne comprende, intenzionalmente o no, l’importanza per i meccanismi di crescita del territorio. E rischiosa perché in un Comune in dissesto come quello di Catania, un’amministrazione comunale che salta i pezzi di condivisione, o esclude i lavoratori e i loro rappresentanti, perde altri colpi e importanti occasioni di vittoria».

«Spendiamo molte delle nostre energie, forse troppe visto il dramma della povertà e del mancato sviluppo che investe Catania. La democrazia non è solo una bella parola», incalzano.

«Chiediamo dunque che il confronto tra sindacati, INPS e Comune, sia attivo, sincero e collaborativo», concludono.

 *Articolo vistato dal Direttore Responsabile

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