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Inizia il processo contro Angelo Lombardo

Catania –  Rinvio per il processo contro Angelo Lombardo. L’udienza si terrà il 10 dicembre davanti la prima sezione penale del Tribunale.

Comincia, stamane, il processo all’ex parlamentare dell’Mpa Angelo Lombardo, davanti ai giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Catania. Il fratello di Raffaele Lombardo è stato rinviato a giudizio per gli stessi reati a lui contestati (concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio).

La posizione di Angelo Lombardo, anche lui conivolto nell’inchiesta “Iblis” su mafia-politica-imprenditoria, è stata adesso riunita a quella di personaggi noti della mafia catanese, come Rosario Di Dio e Vincenzo Aiello, di collaboratori di giustizia come Gaetano D’Aquino e di imputati come il geologo Giovanni Barbagallo.

Costoro erano stati rinviati a giudizio dal Gup Alessandro Ricciardolo, per presunte violazioni in tema di voto, con l’aggravante di avere agito allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa. L’accusa, nel primo caso per tutti e quattro, è perché “…in concorso tra loro e con il concorso morale di Lombardo Angelo Salvatore e Lombardo Raffaele, nei cui confronti si procede separatamente, nella qualità di esponenti delle associazioni di tipo mafioso Cosa Nostra, in cambio di generiche promesse di aiuti ricevute dai fratelli Lombardo direttamente e per interposta persona, per il rilascio di concessioni e di autorizzazioni, per l’aggiudicazione di appalti, per l’elargizione di pubbliche erogazioni, per l’assunzione di impieghi in favore di appartenenti del predetto sodalizio mafioso o di imprese dallo stesso sodalizio direttamente o indirettamente controllate, promettevano e somministravano, anche per il tramite dei consociati al gruppo mafios o di appartenenza, denaro ed altre utilità a più elettori per ottenere il voto in favore di Lombardo Angelo, candidato alle elezioni politiche del 2008 per la Camera dei Deputati e del Movimento per l’Autonomia, di cui Lombardo Raffaele è il leader politico, per le medesime elezioni politiche del 2008 al Senato ed alla Camera dei Deputati. Con l’aggravante di avere agito allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa Cosa Nostra nella quale sono inseriti…”

Per Gaetano D’Aquino è imputato altresì perché “…in concorso con altri componenti del clan Cappello nel quale il D’Aquino era inserito e con il concorso morale di Lombardo Angelo Salvatore e Lombardo Raffaele , nei cui confronti si procede separatamente, in cambio di generiche promesse di aiuti ricevute dai fratelli Lombardo direttamente e per interposta persona, per il rilascio di concessioni e di autorizzazioni, per l’aggiudicazione di appalti, per l’elargizione di pubbliche erogazioni, per l’assunzione di impieghi in favore di appartenenti del predetto sodalizio mafioso o di imprese dallo stesso sodalizio direttamente o indirettamente controllate, prometteva e somministrava, anche per il tramite dei consociati al gruppo mafioso di appartenenza, denaro ed altre utilità a più elettori per ottenere il voto in favore di Lombardo Angelo, candidato alle elezioni politiche del 2008 per la Camera dei Deputati e del Movimento per l’Autonomia, di cui Lombardo Raffaele è il leader politico, per le medesime elezioni politiche del 2008 al Senato ed alla Camera dei Deputati. Con l’aggravante di avere agito allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa Clan Cappello nella quale il D’Aquino era inserito….”

Per Vincenzo Aiello e Giovanni Barbagallo, inoltre, l’Accusa contesta che “…in concorso tra loro, con altri soggetti per i quali si è proceduto separatamente e con il concorso morale di Lombardo Angelo Salvatore e Lombardo Raffaele, nei cui confronti si procede separatamente, nella qualità di esponenti delle associazioni mafiose di tipo mafioso Cosa Nostra, in cambio di generiche promesse di aiuti ricevute dai fratelli Lombardo direttamente e per interposta persona, per il rilascio di concessionie di autorizzazioni, per l’aggiudicazione di appalti, per l’elargizione di pubbliche erogazioni, per l’assunzione di impieghi in favore di appartenenti del predetto sodalizio mafioso o di imprese dallo stesso sodalizio direttamente o indirettamente controllate, promettevano e somministravano, anche per il tramite dei consociati del gruppo mafioso di appartenenza, denaro ed altre utilità a più elettori per ottenere il voto in favore di Lombardo Angelo e Lombardo Raffaele quest’ultimo leader politico del Movimento per l’Autonomia, candidato alle elezioni amministrative regionali del 2008 per la presidenza della Regione Sicilia. Con l’aggravante di avere agito allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa Cosa Nostra nella quale sono inseriti.”

Oggi, primo dicembre prossimo si terrà la prima udienza del processo: il 18 novembre è stato così deciso. Si è scoperto che c’era un problema nella composizione del collegio giudicante della quarta sezione penale del Tribunale: ma non ci si poteva pensare prima?

 

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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