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Inghilterra. Presto lo Stop per i cittadini europei

Era solo questione di tempo. Le frontiere e il razzismo ci si sono rivoltati contro e adesso siamo noi a diventare clandestini. La Ministra degli Interni inglese, Theresa May ha appena annunciato che si sta studiando uno stop agli arrivi di cittadini europei in Gran Bretagna.

Prima erano Abdul, Mohammed, Ali, Mlu, marocchini, siriani, eritrei, egiziani, maliani, ghanesi, senegalesi, afgani, in cerca di pace e futuro in Sicilia, in nord Italia. Ora gli immigrati da fermare siamo noi, Marco, Giovanni, Christian, Agatino, Salvatore, nati sfortunati nella periferia della nazione, in un sud abbandonato, col sogno di diventare grandi, di essere felici, di non vivere della pensione dei nostri genitori. Negli ultimi anni abbiamo popolato, in silenzio, senza chiamare allo scandalo, le città della Germania, dell’Olanda, della Svizzera ma soprattutto la periferia londinese. Sfruttati nei bar, nelle pizzerie, nei ristoranti, nelle gallerie d’arte, negli studi fighissimi e modernissimi. Per sentirci meno poveri abbiamo convertito in euro gli stipendi in sterline, abbiamo chiamato start-up le aziende che non pagavano gli stipendi, abbiamo chiamato esperienza, rischio, avventura i nostri fallimenti e quelli dei padroni che però scappavano con la cassa.

Adesso siamo noi, quelli che “se va male qui andiamo a Brighton”, quelli che “ora mi apro un chiosco a Trafalgar Square”, a essere bloccati. Quelli che se li ferma la polizia non hanno il permesso di soggiorno, quelli schiavi del datore di lavoro che può sempre ricattarti del rimpatrio, quelli che nell’ombra rimangono dopo la scadenza del visto turistico.

Adesso, noi tutte e tutti, anche se in questi anni abbiamo pronunciato la frase “non sono razzista ma” oppure “ma mica possono venire tutti qui”, dobbiamo unirci per distruggere le frontiere e il razzismo. Perché ora siamo noi ad aspettare sugli scogli di Ventimiglia il permesso di entrare. E non ci sono più scuse.

Noi esseri umani siamo tutti uguali, nessuno è clandestino, emigrare non è reato.

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Matteo Iannitti

Nato nel 1988. Rappresentante del Movimento politico Catania Bene Comune, già candidato Sindaco di Catania. E' stato componente dell'Esecutivo nazionale dei Giovani Comunisti.

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