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Indebite compensazioni di imposte: nel mirino noti professionisti catanesi

Tra questi anche la società interessata all'acquisto del Calcio Catania

Maxi operazione tra Milano, Roma, Viterbo, Latina e Catania che ha portato all’arresto di 30 persone – 3 ristrette in carcere, 21 agli arresti domiciliari e 6 raggiunte dalla misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per un anno- indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di reati tributari. E, in particolare, di indebite compensazioni aggravate dalla partecipazione di professionisti.

Inoltre, i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania stanno sottoponendo a sequestro preventivo 11 società commerciali. Queste, aziende utilizzate dagli indagati unicamente per perpetrare i reati tributari in contestazione.

Al contempo, è in corso l’esecuzione di sequestri preventivi -anche per equivalente- finalizzati alla confisca
di 9,5 milioni di euro. La complessa investigazione, dispiegatasi da febbraio del 2019 all’aprile di quest’anno, ha
tracciato la commercializzazione di oltre 25 milioni di euro di crediti fittizi di cui oltre 9,5 milioni utilizzati per indebite compensazioni.

Le persone tratte in arresto e condotte in carcere sono:

– PALADINO Antonio (cl. 1963), commercialista, quale Presidente dell’Associazione
Datoriale CONFIMED ITALIA (ente di organizzazione di datori di lavoro con sede
dichiarata a Roma e uffici amministrativi a Catania);
– SANFILIPPO Gaetano (cl.1977), dipendente dello Studio Professionale “Paladino”,
diretto collaboratore di PALADINO in CONFIMED ITALIA;
– NICASTRO Andrea (cl.1974), libero professionista esercente l’attività di “consulente
amministrativo” a disposizione della CONFIMED ITALIA.

Ristretti agli arresti domiciliari i seguenti professionisti attestatori per la loro opera di certificatori di crediti inesistenti:

– BIGI Paolo (cl. 1958) libero professionista esercente l’attività di “consulente
amministrativo”;
– GREGORINI Silvia (cl. 1964), commercialista;
entrambi operativi su Roma;
– LICCIARDELLO Giuseppina (cl. 1960), commercialista domiciliata a Catania, di fatto
professionista a disposizione di PALADINO;
– TOSCANO Pasquale (cl. 1966), commercialista operativo su Latina con studio a
Napoli, il quale non risulta tra i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità;
– NICOTRA Daniele (cl. 1982), commercialista domiciliato a Catania;
– GALLO Gian Mario (cl. 1966), commercialista con studio a Segrate (MI), il quale non
risulta tra i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità.

Le persone citate – unitamente a 12 soggetti di seguito generalizzati, amministratori di imprese commerciali – costituivano un’associazione a delinquere finalizzata alla sistematica perpetrazione di reati tributari.

Ristretti agli arresti domiciliari anche gli indagati di seguito generalizzati, quali rappresentanti legali ed amministratori delle società coinvolte nel fraudolento schema evasivo:

– DEBOLE Salvatore (cl. 1957), amministratore di fatto dell’Istituto di Vigilanza Privato
A.N.C.R. avente sede a Belpasso (CT), società beneficiaria di crediti IVA fittizi
compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti erariali per 2,9 milioni di euro;
– VETRANO Giuseppe (cl. 1959), rappresentante legale della “Delivery Express
s.r.l.s”, con sede in Catania (CT), esercente l’attività di “trasporto di merci su strada”,
società beneficiaria della cessione di crediti IVA fasulli compensati, attraverso l’accollo
fiscale, a fronte di debiti tributari per 450.000 euro;
– PIAZZA Gesualdo (cl.1975), rappresentante legale di “San Francesco Società
Cooperativa”, con sede in Caltagirone (CT), esercente l’attività di “altri servizi per la
persona” società beneficiaria della cessione di crediti IVA fasulli utilizzati per la
compensazione di 1 milione di euro di debiti erariali;
– DE SANTIS Fabrizio (cl. 1961), rappresentante legale della “Pachira S.r.l.”, società
che dichiarava quale attività (ora cessata) di “cura e manutenzione del paesaggio,
compresi parchi e giardini”, con sede a Roma, “portatrice” di crediti IVA inesistenti
utilizzati per compensazioni per oltre 2,5 milioni di euro;
– CROCCO Maria Rosa (cl. 1958), rappresentante legale della “B suite società
cooperativa”, la quale dichiarava quale attività (ora cessata) quella di “pulizia generale
(non specializzata) di edifici”, già con sede in Rignano Flaminio (RM), anch’essa
“generatrice” di crediti IVA fasulli utilizzati per compensazioni con debiti tributari non
onorati;
– NOTO Carlo (cl. 1965), rappresentante legale della “Quattrotempi S.r.l.”, società che
dichiarava quale attività (ora cessata) di “organizzazione di convegni e fiere”, con sede
a Roma, anch’essa società strumento per la compensazione di crediti di imposte non
esistenti;
– PES Roberto (cl. 1965), rappresentante legale della “La Cartomatica S.r.l.”, società
che dichiarava quale attività (ora cessata) di “servizi connessi a tecnologie
informatiche”, con sede a Roma, anch’essa società utilizzata per generare la
compensazione di imposte per 1,3 milioni di euro;
– GUARDABASCIO Pietro (cl. 1964), quale rappresentante legale di “Il Garofalo
S.r.l.s.”, con sede a Roma ed esercente l’attività di “ipermercato”, società strumentale
alla formazione di crediti tributari inesistenti da compensare con debiti tributari non
assolti;
– DI MEO Sebastiano (cl. 1951), rappresentante legale della società “Di Meo S.r.l.s”,
azienda che dichiarava quale attività (ora cessata) “l’installazione di impianti per la distribuzione del gas”, con sede a Napoli, anch’essa società utilizzata per generare una
compensazione di imposte a favore dell’Istituto di Vigilanza Privato A.N.C.R.;
– GALLONE Cosimo Damiano (cl. 1982), attualmente detenuto preso la Casa
circondariale di Verona per rapina aggravata, rappresentante legale di “C.B.L.
Trasporti e servizi società cooperativa”, avente quale attività il “trasporto di merci su
strada” con sede in Pero (MI), anch’essa società veicolo per la creazione di crediti IVA
fasulli;
– BARRELLA Mario (cl. 1962), anch’egli nella qualità di rappresentante legale della
succitata “C.B.L. Trasporti e servizi società cooperativa”;
– MAGGIO Marco (cl. 1979), rappresentante legale di “Job Act Società Cooperativa”,
attività dichiarata di “pulizia generale (non specializzata) di edifici”, avente sede a
Milano, società cooperativa utilizzata dagli indagati per la creazione di crediti IVA fittizi
poi portati in compensazione;
– PELLONI Carmine (cl. 1963), rappresentante legale della “Molly Malone 2015
S.r.l.s.”, società che dichiarava quale attività (ora cessata) di “catering per eventi,
banqueting”, con sede in Segni (RM), anch’essa utilizzata per generare la
compensazione di imposte per circa 1,2 milioni di euro;
– BERTOLINI Davide (cl. 1975), uno dei rappresentanti legali della “Textile Export
S.r.l.”, avente sede in Roma (RM) ed esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di
tessuti”, società i cui crediti tributari fasulli sono stati ceduti per favorire l’inadempimento
di debiti tributari di soggetti terzi;
– GALLO Michele Antonio Gerardo (cl. 1945), anch’egli rappresentante legale della
citata “Textile Export S.r.l.”;
Sono stati, invece, raggiunti dal provvedimento del divieto temporaneo di esercitare
l’attività imprenditoriale i soggetti di seguito indicati:
– DEBOLE Claudia (cl. 1983), quale rappresentante legale del già citato Istituto di
Vigilanza Privato A.N.C.R.;
– CELESTI Giacomo (cl. 1970), rappresentante legale della “Business Projects
industrial services s.r.l. unipersonale” avente sede ad Augusta (SR) ed esercente
l’attività di “installazione di impianti telecomunicazioni e elettronici”, beneficiaria di crediti
IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria
complessiva di 3,9 milioni di euro.
– RISICATO Federico (cl. 1974), rappresentante legale della “Vigil Service s.r.l.” con
sede in Belpasso (CT), quale società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati,
attraverso l’accollo fiscale, a fronte di debiti tributari effettivi per 62.000 euro;
– SPERA Michele (cl. 1967), rappresentante legale della “RE. POINT s.r.l.” avente sede
a Ragusa, esercente l’attività di “altre attività di servizi connessi a tecnologie
informatiche”, società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo
fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria complessiva di 105.000 euro;
– GIANFORMAGGIO Rita (cl. 1993), rappresentante legale della “New Solar s.r.l.”
avente sede a Catania esercente l’attività di “altre attività di consulenza amministrativa”, società beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso l’accollo fiscale, a fronte
di debiti tributari complessivi per 252.000 euro;
– BALSAMO Renato (cl. 1953), rappresentante legale della “Ariel Società cooperativa
Sociale” avente sede a Catania ed esercente l’attività di “altri servizi di sostegno alle
imprese”, società anch’essa beneficiaria di crediti IVA fittizi compensati, attraverso
l’accollo fiscale, a fronte di un’esposizione tributaria complessiva di 450.000;

L’operazione

L’operazione condotta dal Gruppo Tutela Finanza Pubblica del Nucleo P.E.F. di Catania, convenzionalmente denominata “FAKE CREDITS”, è stata caratterizzata dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché di accertamenti bancari unitamente alla disamina (a riscontro) di documentazione contabile ed extracontabile nonché di materiale informatico acquisito nel corso di una perquisizione locale disposta da questo Ufficio.

La complessa investigazione, dispiegatasi da febbraio del 2019 all’aprile di quest’anno, ha tracciato la commercializzazione di oltre 25 milioni di euro di crediti fittizi di cui oltre 9,5 milioni utilizzati per indebite compensazioni.

L’efficace attività repressiva posta in essere dalla Guardia di Finanza di Catania trae origine dall’esecuzione di una verifica fiscale svolta nei confronti dell’Istituto di Vigilanza Privata “A.N.C.R. S.r.l”. con sede in Belpasso (CT), conclusasi, tra l’altro, con la segnalazione al competente ufficio finanziario di violazioni in materia di indebite
compensazioni per oltre 2,8 milioni di euro.

Lo schema fraudolento, ideato e alimentato da una rete di professionisti attivi su tutto il territorio nazionale, ricostruito dai Finanzieri, si snodava lungo le seguenti fasi.

La prima consisteva nel reperimento e costituzione di società “farlocche” in mano a prestanome, titolari di crediti impositivi puntualmente emergenti dalle dichiarazioni fiscali presentate. È  in questa fase che intervenivano i certificatori, Paolo Bigi, Silvia Gregorini, Giuseppina Licciardello, Pasquale Toscano, Daniele Nicotra, Gian Mario  Gallo chiamati ad apporre il cosiddetto visto di conformità (visto leggero) attestante la regolare tenuta della contabilità, la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e alla relativa documentazione sia per le imposte sui redditi sia ai fini I.V.A..

Il secondo step era la commercializzazione dei crediti tributari fasulli a beneficio delle società sopra specificate caratterizzate da consistenti esposizioni con l’Erario. Infine si effettuavo delle operazioni di compensazione crediti tributari fittizi – debiti tributari reali mediante compilazione e inoltro telematico dei modelli di pagamento. Questa era una fase  curata da Paladino e dagli altri professionisti che certificavano i crediti fittizi delle società accollanti “farlocche”.

Un’altra azione importante era la gestione dei corrispettivi originati dagli accolli e dalle operazioni di cessione del credito: in questa fase, Paladino, Sanfilippo e Nicastro attraverso CONFIMED ITALIA, gestivano direttamente, e a loro piacimento, tutti gli introiti generati dalle illecite compensazioni.

Gli accertamenti bancari eseguiti nel corso delle indagini hanno permesso di constatare che le società indebitate, accollate/cessionarie, hanno versato alla CONFIMED ITALIA oltre 6,3 milioni di euro. Soldi che, ovviamente, non venivano riversati alle accollanti/cedenti, ma trattenute dal sodalizio criminale. Solo 700 mila euro risultavano impiegati per pagamenti a favore di un fideiussore svizzero e di alcune accollanti fittizie, queste ultime società strumentali allo svuotamento dei conti della citata CONFIMED.

La Confimed faceva la parte del leone

La CONFIMED ITALIA giocava, dunque, un ruolo decisivo nell’iter delittuoso appena descritto annoverando tra gli associati società costituite al solo fine di esporre nelle dichiarazioni fiscali, presentate nel corso della loro breve vita, crediti d’imposta fittizi.

La CONFIMED, che disponeva di professionisti incaricati di apporre il cd. visto di conformità nelle dichiarazioni attestanti i falsi crediti erariali, offriva ai propri convenzionati gravati da debiti tributari, la possibilità di beneficiare di crediti erariali inesistenti proponendo un fideiussore svizzero. Questo, peraltro non abilitato a svolgere attività finanziaria in Italia per garantire le operazioni commerciali e, da ultimo, incassa in nome e per conto delle
accollanti/cedenti gli ingenti corrispettivi pattuiti per le operazioni di accollo/compravendita dei crediti.

Gli associati della CONFIMED, imprese beneficiarie delle citate finalità illecite, sfruttavano la possibilità di alleggerire la propria posizione debitoria con l’Erario, ottenendo un vantaggio economico pari ad almeno il 20% del carico impositivo dovuto; queste imprese non avevano remora ad affidare ingenti somme di denaro alle società accollanti/cedenti prima, e alla CONFIMED ITALIA poi, ben consapevoli del vantaggio finanziario che ne
sarebbe derivato.

Plurimi sono gli elementi indiziari a sostegno della consapevolezza dei soggetti imprenditoriali beneficiari delle indebite compensazioni circa la partecipazione a un preciso disegno criminoso: un esame superficiale del bilancio pubblicato dalle società detentrici dei crediti fittizi pone pochi dubbi circa la non veridicità dei dati economici
esposti.

La scelta di CONFIMED del fideiussore svizzero (nemmeno iscritto negli albi tenuti dalla Banca d’Italia) e la lettura della polizza assicurativa proposta inducevano a ritenere che le imprese accollanti non avrebbero prestato alcuna garanzia per l’adempimento degli obblighi assunti.

Altro elemento caratterizzante il modello evasivo fiscale ideato dal sodalizio criminoso è dato dalla partecipazione di imprese “portatrici” di crediti IVA certificati che in realtà erano soggetti economici inesistenti. Solitamente, infatti, di costituzione recente, dichiaravano la loro sede d’affari presso luoghi dove insistono realtà aziendali differenti, presentavano le dichiarazioni iniziali necessarie ad avviare il circuito illecito e sono formalmente
amministrate da persone prive di ogni capacità manageriali.

Su tali soggetti giuridici pende anche il sequestro impeditivo dellequote societarie e sono, come su citate, “Pachira S.r.l.”, “B suite società cooperativa”, “Il Garofalo S.r.l.s.”, “Di Meo S.r.l.s”, “Job Act Società Cooperativa”, “Quattrotempi
S.r.l.”, “La Cartomatica S.r.l.”, “Ariel Società cooperativa Sociale”, “C.B.L. Trasporti e servizi società cooperativa”, “Molly Malone 2015 S.r.l.s.” e “Textile Export S.r.l.”.

E.G.

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Redazione

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