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Indaco imputato per fatti commessi quando era all’autorità portuale

Il 22 novembre si terrà la prima udienza per il rinvio a giudizio di Cosimo Indaco più volte al vertice dell’autorità portuale di Catania.

I fatti contestati sono avvenuti nel 2015, quando Indaco era nel pieno delle sue funzioni al porto di Catania. L’ex commissario dovrà rispondere di abuso di ufficio su decisione del giudice per le indagini preliminari Giancarlo Cascino, alla base dell’accusa vi sarebbe un’autorizzazione portuale negata ad una società per favorirne un’altra la Sogefal, tra i cui soci compare il cognato di Indaco.

A dare inizio alla controversia la Megara, società che si sarebbe vista negare l’autorizzazione, che in primo momento, punta il dito solo contro Indaco; nel prosieguo delle indagini, condotte dal pm Monia Di Marco, viene coinvolto però anche l’avvocato Davide Romano, nella qualità di dirigente dell’ufficio contratti e appalti dell’autorità. Indaco e Romano si presenteranno davanti al giudice della terza sezione assistiti dagli avvocati Carmelo Peluso e Claudio Galletta.

Cosimo Indaco è da sempre uomo vicino al sindaco di Catania Enzo Bianco. Su indicazione del primo cittadino fu il primo presidente nominato all’autorità portuale quando questa si costituì. Ancora oggi e dopo altre nomine a commissario del porto Indaco resta un fidatissimo del sindaco che lo ha sempre collocato come figura di punta del porto, tranne per la paretesi odierna e quella del passato quando vi fu Santo Castiglione indicato dall’allora sindaco Scapagnini.

La zona portuale a Catania sembra rappresentare una piccola zona d’ombra dove vigono regole che non sempre scritte fanno si che si operi in maniera molto “elastica”. Tantissime attività commerciali sono nate e spesso a discrezione dell’autorità portuale che ha concesso autorizzazioni, in alcuni casi, senza preventivi bandi, quasi che tutti o taluni dall’oggi al domani possano battere cassa al porto.

 

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Fabiola Foti

38 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 20 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente assistente parlarmentare con mansioni di Ufficio Stampa presso il Parlamento Europeo. Fondatore della testata online L'Urlo.

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