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Inchiesta Ambulanza della Morte: “Non solo iniezioni d’aria ma anche cuscini per uccidere”

Emergono nuovi particolari dell’inchiesta “Ambulanza della Morte” che nel 2017 ha svelato un sistema mafioso volto ad accelerare la morte dei pazienti a Biancavilla al fine di guadagnare di più. I barellieri uccidevano i malati terminali nel tragitto dall’ospedale fino a casa. Successivamente “cedevano” salme e funerali ad agenzie di onoranze funebri prescelte al costo di 300 euro l’uno.

L’inchiesta ha portato all’arresto di Davide Garofalo, 44 anni, accusato di omicidio aggravato nei confronti di tre persone e di estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’altro indagato, Agatino Scalisi 45 anni, ha chiesto il rito abbreviato: su di lui pende l’accusa di un solo omicidio.

Le Iene, dal cui lavoro è partita l’inchiesta “Ambulanza della morte”, sono tornate a Biancavilla per raccogliere nuovo testimonianze.  Nuovi collaboratori di giustizia rivelano come i barellieri non uccidessero i malati solo iniettandogli aria nelle vene. Alle volte, infatti, i due mostri usavano un cuscino per soffocare i poveretti.

E.G.

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Redazione

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