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Incendi: emergenza remunerativa

L’emergenza è un business enorme. Com’è possibile che, fino a pochi anni fa, non se ne parlava mai e ora tutto è emergenza? Migranti, piogge, incendi, smottamenti. Qualcosa non quadra“.

Il tema, purtroppo, è un evergreen quando al solo parlare di verde verrebbero le lacrime agli occhi. Dopo aver raccontato in quali condizioni lavorano i Vigili del Fuoco e aver seguito centinaia di incendi sul nostro territorio, a spiegarci ora nuovi aspetti della vicenda è Costantino Saporito, coordinatore nazionale dell’USB VVF.

Quasi tutti i Canadair e gli elicotteri antincendio sono privati – dice il sindacalista –  vengono poi gestiti dalla Protezione Civile che di propri ne ha, forse, soltanto due sull’intero territorio nazionale. I restanti, lavoratori e mezzi, sono tutti di proprietà privata”.

E’ una condizione sufficiente a sollevare dubbi sul “business degli incendi”? “Non possiamo certamente dire che siano questi privati ad appiccare gli incendi – risponde Saporito – ma se ti pago in funzione al numero dei tuoi interventi, è logico che vorrai compierne tanti e farai almeno una preghierina ogni mattina. L’antincendio dovrebbe essere interamente pubblico, sarebbe una garanzia”.

“C’è stato un tentativo di assorbimento nel corpo nazione dei Vigili del Fuoco – continua – ma indubbiamente chi ha un brevetto privato non vorrà mai passare sotto altro padrone, non gli conviene. Quindi, questo non avverrà mai”.

Oltre ai Canadair, c’è poi la questione elicotteri. “In tutta Italia – prosegue il coordinatore nazionale USB – i Vigili del Fuoco hanno solo 20 elicotteri adatti allo spegnimento degli incendi, di cui solo 10 attivi. L’altrà metà è bloccata a causa di manutenzioni e revisioni sospese”. A questi, poi, si dovrebbero sommare gli altri 36 che appartenevano alla Forestale. In realtà, cos’è successo?

La metà degli elicotteri – spiega il sindacalista – è stata destinata ai Carabinieri, modificandone di fatto la natura: da civile a militare”. Ma non è tutto. “I restanti sono passati ai Vigili del Fuoco, a differenza dei soldi necessari per la manutenzione che invece vengono usati dai Carabinieri. Quindi, adesso abbiamo più aeromobili (siamo la seconda compagnia civile di Stato dopo Alitalia), siamo diventati Autorità Aeronautica, ma non abbiamo finanziamenti”.

Così, i tagli alla spesa e il riordino dei Vigili del Fuoco hanno conseguenze a tratti incomprensibili. Qual è la condizione attuale? “Le Regioni hanno competenze che non sanno come mettere in moto, i sindaci non hanno strumenti perciò non hanno mai fatto un piano di evacuazione o antincendio, i vertici del corpo nazionale VVF si occupano più delle emergenze che della prevenzione. Basti pensare che i VVF non sono più nella Commissione Nazionale per la Previsione dei Grandi Rischi. Nel mezzo, giocano un pò tutti. Ora, anche il Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare che usa questi fondi per i Carabinieri. Loro, però, non possono fare antincendio perché sono un’arma militare”.

Intanto, mentre l’USB è “l’unico sindacato che parla”, come conclude Saporito, l’Italia continua a bruciare. Per la maggior parte, a causa dolosa. E noi ci domandiamo ancora perché e per colpa di chi.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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