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Incastrato uno degli esecutori dell’omicidio Fichera

omicidio sebastiano fichera-2Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, la Squadra Mobile di Catania ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa in data 24.7.2015 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di Orestano Giuseppe (classe 1962), pregiudicato, già detenuto per altra causa.

L’uomo è ritenuto responsabile, in qualità di esecutore materiale, dell’omicidio del pluripregiudicato Fichera Sebastiano (classe 1971), commesso a Catania la sera del 26 agosto 2008.

Alle ore 20.10 circa del 26 agosto 2008, a seguito di una segnalazione giunta su linea 113, personale della Squadra Mobile si recò in questa via Cairoli, nel popolare rione Nesima, ove dinanzi al civico 39 era stato attinto mortalmente da colpi d’arma da fuoco Fichera Sebastiano, pregiudicato per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, reati contro il patrimonio ed altro, Sorvegliato Speciale di P.S.

In sede di sopralluogo venne accertato che il Fichera, mentre si trovava a bordo di uno scooter, era stato ferito mortalmente, da ignoti killer, con tre colpi d’arma da fuoco, che lo attingevano alla nuca ed alla spalla.
Sul selciato sono stati rinvenuti quattro bossoli calibro 7.65.
La misura cautelare compendia gli esiti di indagini tecniche condotte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della D.D.A., corroborate dalle dichiarazioni rese nel tempo all’Autorità Giudiziaria da numerosi collaboratori di giustizia.
Per il medesimo delitto, in data 1 dicembre 2011 era stato tratto in arresto, in esecuzione di misura cautelare Sciuto Biagio (cl.1948), capo indiscusso dell’omonima cosca mafiosa, il quale, in qualità di mandante, aveva deciso l’eliminazione del Fichera,  anch’egli affiliato ai Tigna, a seguito di contrasti economici.
In buon sostanza, veniva imputato alla vittima di fare affari nel settore degli stupefacenti con appartenenti alla cosca Cappello – Bonaccorsi senza dare conto alla famiglia di appartenenza.
Questa circostanza era mal tollerata dai vertici della cosca Sciuto – “Tigna” che si vedevano sottratti ingenti guadagni in favore della famiglia Cappello – Bonaccorsi.

Proprio a causa di tale situazione, ritenendo che FICHERA mancasse ai propri doveri di affiliato, Sciuto Biagio e Spalletta Giacomo ne avevano decretato la morte.

Le indagini svolte costituiscono l’ideale prosecuzione ed il completamento di quelle sfociate nell’operazione Revenge dell’ottobre del 2009 e Revenge III del novembre 2011 che hanno consentito di disvelare numerosi fatti di sangue commessi nell’arco dell’ultimo decennio.

 

 

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Redazione

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