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Catania, inaugurato l’anno giudiziario FOTO

Sta per cominciare l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catania. È prevista la relazione del Presidente della Corte d’Appello, Alfio Scuto, che metterà in evidenza vecchi e nuovi problemi della giustizia.
In particolare, su quelli relativi al distaccamento delle sedi giudiziarie ha detto: “Presso questo distretto la riforma ha determinato la soppressione del Tribunale di Modica e della relativa Procura della Repubblica, accorpati ai corrispondenti Uffici di Ragusa, nonche’ di tutte le Sezioni distaccate di Tribunale. Non si e’ trattato di decisioni indolori, soprattutto nel profondo sentire delle popolazioni residenti e delle loro legittime aspettative di giustizia”

È presente per il Ministero della Giustizia, la dottoressa Elisabetta Cesqui.

“Lo stato delle cose nel nostro Paese e’ invece sotto gli occhi di tutti, con una crisi economica che non accenna a placarsi, con crescenti tensioni sociali, con la scoperta di diffuse nuove corruttele, con l’esplosione di pulsioni demagogiche. – dichiara il presidente Alfio Scuto –  E tutti noi dobbiamo essere soprattutto consapevoli della drammaticita’ di quanto, quasi sessant’anni fa, scriveva Corrado Alvaro quando avvertiva che ‘la disperazione piu’ grande che possa impadronirsi di una societa’ e’ il dubbio che vivere rettamente sia inutile'”

“L’indipendenza del giudice, – continua –  l’autogoverno dell’Ordine giudiziario, l’onorabilita’ della categoria non sono privilegi dei suoi componenti ma beni e strumenti che appartengono a tutti, perche’ ciascuno ne potra’ godere nel momento in cui avra’ bisogno di tutela. A loro volta, come tutti gli altri cittadini in onesta’ d’intenti -ha affermato Scuto- i magistrati, unitamente al personale amministrativo e di polizia giudiziaria, devono continuare a manifestare col loro quotidiano impegno lo spirito di servizio che li anima, pur nelle difficili accennate condizioni operative”

La relazione della Corte d’Appello

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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