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Psiche e SocietàSenza categoria

In mezza alla strada del cambiamento

Cambiamento. In questi giorni di isolamento le nostre priorità stanno cambiando. Siamo costretti a pensare, per fortuna è gratis.

Questo isolamento ha degli effetti collaterali. Possiamo sentirci in una bolla dalla quale non ci rendiamo conto di quello che sta succedendo o viviamo tutto notizie condizione finanziaria in maniera amplificare. Quello di cui non ci rendiamo tanto conto è il lutto dell’altro.

Guardiamo l’altro come il pericolo, si cerca l’untore e guardiamo tutti e tutto con circospezione.

Guardiamo gli altri, ma non guardiamo noi stessi.

Vediamo se gli altri hanno o meno la mascherina, come la usano, ma noi come la usiamo manteniamo le distanze?Non comprendiamo le persone che provano un dolore muto, poiché non c’è un funerale da poter fare non piangono il loro come fino a pochi mesi fa eravamo abituati fino a Gennaio.

Questo articolo ha un doppio scopo: far riflettere che l’altro non è il solo nemico, bensì anche le nostre cattive abitudini e il pregiudizio che è sempre colpa dell’altro non ci fa riflettere sulle nostre responsabilità. L’altro scopo è quello di parlare di come non solo l’economia è cambiata, ma anche il modo di curare e quello di affrontare le cure ed il lutto siano cambiati.

Tutto cambia

Chi muore oggi è assistito da una famiglia “acquisita” fatta da medici infermieri Oss e le persone che fanno le pulizie, per lo più mascherine e guanti. I medici non possono toccare i propri pazienti (che stanno patendo) non li possono rassicurare perché hanno a che fare con qualcosa che non conoscono, inventando nuove strategie e avendo paura di essere loro i prossimi a patire.

In questo momento quello che serve maggiormente è la comprensione per gli altri.

Poi ci sono i parenti dei medici e dei pazienti. I parenti dei defunti non possono piangere i propri defunti, il lutto non è più come lo conosciamo, non possiamo essere con loro durante la degenza e durante il trapasso. Non siamo con loro nemmeno al funerale.

Come possiamo affrontare il lutto se non abbiamo la certezza della morte, non abbiamo la prova visiva, solo uno o più sconosciuti e delle ceneri. Siamo capaci di adattarci, possiamo affrontare il cambiamento, ma non da soli. Possiamo chiedere aiuto a chi ci sta intorno, ma anche ad un professionista.

Siamo disorientati davanti al cambiamento.

Possiamo farcela ce la faremo, la guerra è fatto da da piccole battaglie che possiamo perdere o vincere l’importante è non affliggersi, chiedere aiuto. In questa guerra di cambiamento, ci saranno dei caduti ci saranno eroi, ma non siamo soli.

Possiamo chiedere aiuto per fronteggiare questo cambiamento.

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