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In coma al Cannizzaro, il chiropratico aveva prescritto troppa acqua da bere

Va in coma per la prescrizione del medico di una cura alternativa.
È coma da acqua quello che ha colpito la 66 enne catanese Carmela Piazza che dopo due giorni e le cure incessanti dei medici dell’ospedale Cannizzaro di Catania si è risvegliata.

Non sono ancora noti però gli effetti provocati da questo particolare coma durato 48 ore circa e provocato da un avvelenamento – o intossicazione acuta – da acqua.

Daniela La Porta, figlia della donna, racconta i fatti al telefono mentre aspetta di conoscere lo stato di salute della madre sotto osservazione al reparto di rianimazione dell’ospedale dopo essersi risvegliata.

La 66 enne aveva cominciato una cura per disintonssicarsi su impulso del suo chiropratico, un noto professionista americano P.R. che da anni esercita a Catania. Si trattava di una cura “alternativa” propedeutica ai trattamenti veri e propri che subito dopo le avrebbe operato il terapista per farle passare i dolori muscolari.

8 litri di acqua al giorno per tre giorni, digiuno totale ed un peso di 5 kg da posizionare quotidianamente, per un certo lasso di tempo, sopra lo stomaco. Questa la cura prescritta dal medico che avrebbe dovuto purificare il corpo intossicato dai tanti medicinali ingeriti a causa dei dolori muscolari.

Pur sconvolta dai fatti, la figlia della donna, racconta con molti particolari l’iter che avrebbe portato al coma la 66 enne «mia madre le aveva provate tutte e si è rivolta a questo signore, che esercita liberamente qualificandosi medico, per disperazione» afferma.

Il messaggio che oggi passa, giustamente, è che bere tanta acqua fa bene; berne troppa però può portare ad effetti devastanti dal coma alla morte. L’apporto giornaliero ideale dovrebbe essere intorno ai 3 litri per l’uomo e ai 2,5 litri  per la donna. Mai superare i 5 litri di acqua che possono rivelarsi letali (l’equilibrio elettrolitico viene a degenerarsi, comportando una rapida diminuzione della concentrazione del sodio e la morte nelle persone NdR).

Alla donna catanese che è caduta in coma erano stati prescritti addirittura 8 litri di acqua al giorno. «Già dopo mezza giornata mia madre stava male – racconta ancora la figlia – abbiamo chiamato il chiropratico e questi, con aria oltraggiata, ci ha accusato di essere degli ignoranti quando abbiamo mostrato le nostre perplessità sulla terapia disintossicante prescritta».

Il secondo giorno la signora Piazza è caduta in coma elettrolitico. Per i medici del pronto soccorso non è stato facile, da subito, individuare il tipo di coma. Men che meno si è rivelato semplice il trattamento da operare visto che si tratta di casi rari. La figlia della 66 enne ci ha tenuto a citare i nomi dei medici del Cannizzaro che “hanno salvato” la donna «i dottori Alessandro Rodirosso e Claudia Vecchio hanno riconosciuto il tipo di coma e studiato le terapie migliori fino a farla svegliare ma purtroppo non siamo ancora capaci di sapere se il cervello di mia madre ne avrà risentito in maniera permamente»

La Porta annuncia denuncia nei confronti del medico «sto mettendo insieme le testimonianze dei dottori e di altri pazienti che sono stati oggetto di cura di questo pseudo medico che tra l’altro si faceva pagare 100 euro a visita. Fino ad ora gli avevamo dato 400 euro senza avere ricevuta.»

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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