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In bilico la maggioranza ad Aci Catena. Sorbello passa all’opposizione

Non si mette bene per il sindaco Nello Oliveri. Con il passaggio all’opposizione paventato dal consigliere Rosario Sorbello, eletto con la lista “Libertà e Progresso”, la maggioranza al consiglio comunale catenoto traballa e si chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco.

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Aci Catena, alle osservazioni sollevate da Sorbello, il sindaco e alcuni consiglieri di maggioranza avrebbero replicato con attacchi alla persona solo con l’intento – stando a quanto riportato nella nota diramata da Sorbello – di delegittimare lui e il valore politico della sua scelta.

L’intervista

Quali sono state le cause che hanno scatenato la volontà di passare all’opposizione?

«Intanto il problema è dato dalla non attuazione del programma per come era stato previsto sin dalla prima ora, creato dal mio gruppo insieme a quello di Agata Maiorca, Angelo Russo e Nello Oliveri. È diventato tutt’altra cosa rispetto al programma che avevamo sposato noi e che non viene per nulla applicato. Poi, anche gli equilibri all’interno della maggioranza. Il sindaco non è più il sindaco della città, ma è comprimario di una maggioranza che lo mette all’angolo».

Allo stato attuale, con questo passaggio, come si compone il consiglio comunale? C’è la possibilità che altri consiglieri della maggioranza possano seguirla?

«Ci sono 7 consiglieri all’opposizione e 9 in maggioranza dove si registrano mal di pancia alla maggioranza perché è chiaro a tutti che il programma non è attuato come avrebbe dovuto essere e che l’azione amministrativa non è tale da dare al territorio le risposte che erano state promesse in campagna elettorale. Quindi, qualche malumore c’è».

Si vocifera, una mozione di sfiducia al sindaco Oliveri.

«Ad oggi non se n’è parlato. Ho chiesto al sindaco le dimissioni. Ma ritengo che presentare una mozione di sfiducia oggi sarebbe inutile perché non ci sarebbero i numeri e non andrebbe a buon fine. Oggi è più dignitoso chiedere le dimissioni che forse è l’atto più giusto che dovrebbe fare considerato che non ha rispettato la sua coalizione e nemmeno i cittadini lasciando il suo programma totalmente “in aria”».

Quale riscontro si registra tra gli abitanti dopo questi due anni di amministrazione Oliveri?

«Considerato che sono tutti i giorni a contatto con le persone posso assicurare che il riscontro è negativo. Le persone addirittura mi consigliavano di allontanarmi da questa maggioranza perché era inadeguata, incapace di affrontare anche le piccole cose della città. E comunque si andava ad evidenziare che il sindaco non svolgeva il proprio mandato perché altre forze politiche all’interno svolgevano una pressione tale da essere determinanti nelle scelte».

Quali pensa che saranno le reazioni degli abitanti di Aci Catena per un ipotetico  ritorno anticipato alle urne?

«Sicuramente non riconfermerebbero nessuno dell’attuale consiglio comunale. In linea di massima io mi assumo anche le mie responsabilità in quanto, fino ad oggi, ho supportato questa amministrazione. Chiedo scusa alla città per questo errore storico da parte mia e della mia lista. Noi credevamo che potevamo veramente realizzare l’innovazione, il cambiamento e la discontinuità con le precedenti amministrazioni. Purtroppo oggi ci siamo resi conto che non è così. Ce ne dovevamo rendere conto durante la campagna elettorale ma in quella fase ricevevamo rassicurazioni da parte del sindaco Oliveri. Diceva di non preoccuparci perché il sindaco sarebbe stato lui, che saremmo rimasti insieme e che avremmo formato una squadra. Dopo tutto è cambiato già con l’estromissione di Agata Maiorca».

 

 

 

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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