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Acconto IMU/TASI: a Catania si paga di più

E’ di 535 euro la media nazionale di spesa per l’acconto Tasi/Imu del 16 giugno sulla seconda casa, ma ai catanesi questa scadenza costerà 557 euro. Ventidue euro in più. Considerato che nel nostro Paese il 76 per cento dei proprietari di immobili diversi dall’abitazione provinciale è composto da lavoratori dipendenti e pensionati, crediamo che non basta l’abolizione della tassa sulla prima casa per alleggerire il peso fiscale e, soprattutto, renderlo più equo”, afferma il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando il Rapporto Imu-Tasi 2016 appena diffuso dall’organizzazione sindacale.

Lo studio del Servizio Uil Politiche Territoriali, guidato dal segretario confederale Guglielmo Loy, ricorda inoltre come non bisognerà pagare la tassa sulla prima casa, con un risparmio medio di 235 euro a Catania, ma se l’abitazione principale ha il garage sarà necessario sborsare 95 euro. Anche in questo caso, più della media nazionale che si attesta a 76 euro: “Senza una significativa riduzione delle imposte − dice il segretario etneo del Sindacato dei Cittadini − e senza l’aumento del potere d’acquisto per i pensionati e i lavoratori dipendenti, troppo a lungo penalizzati, non si esce dal tunnel della crisi. Lo dice da sempre la Uil di Carmelo Barbagallo e noi vogliamo rilanciare questa richiesta da Catania, perché in un territorio come il nostro la pressione fiscale risulta decisamente più insostenibile che altrove. E non solo per il fatto che la media locale delle tasse sugli immobili è superiore a quella italiana!”.

Fortunato Parisi aggiunge: “Gli sportelli dei Caf Uil sono affollati in questi giorni da tantissimi catanesi che chiedono assistenza per
il calcolo della rata Imu/Tasi e, dal rapporto diretto con i contribuenti, risulta evidente come molti vivano con preoccupazione la scadenza fiscale. Non solo questa”.

“Cambiare si può e si deve. − conclude il leader della Uil etnea − L’attuale sistema di tassazione degli immobili va modificato per affermare il principio costituzionale dell’equità sostanziale tra i cittadini. Il Rapporto Uil specifica che il 68 per cento dei proprietari di immobile diverso dall’abitazione principale dichiara un reddito al di sotto dei 26 mila euro.
Non possono certo essere definiti Paperoni soltanto perchè hanno seconda casa, in molti casi ricevuta in eredità, o prima casa con garage! Aggiustamenti sono urgenti e la nostra organizzazione sindacale vuole ribadirlo oggi, ancora una volta “numeri alla mano”.
Si tenga conto delle differenze economiche e sociali per assicurare davvero parità di trattamento fra cittadini”.

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Redazione

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