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Immigrazione, antirazzisti catanesi denunciano: le autorità tengono a distanza giornalisti e attivisti

Immigrazione: la Rete Antirazzista Catanese ha denunciato il fatto che giornalisti e attivisti sono sovente tenuti alla larga dai migranti che sbarcano a Catania

Dopo lo sbarco avvenuto oggi a Catania (articolo 13 giugno 2016: sbarcati oltre immigrati in Sicilia), la Rete Antirazzista  Catanese ha redatto una nota a dir poco polemica nei confronti di chi gestisce il fenomeno immigrazione nella città etnea. Nello specifico, la Rete ha denunciato il fatto che attivisti e giornalisti sono sempre più tenuti a distanza dagli immigrati. Ai reporter e agli attivisti, in altre parole, è negato l’accesso alla banchina, elemento questo che senz’altro non favorisce il lavoro degli attivisti e dei giornalisti che spesso devono basarsi esclusivamente sulle conferenze o su indiscrezioni per gli articoli sugli sbarchi e sull’immigrazione in generale.

La Rete Antirazzista ha  denunciato anche il fatto che esistono emergenze logistiche, quali l’assenza di strutture d’accoglienza adeguate nei mesi estivi.

Tornando all’elemento informazione per gli antirazzisti catanesi non può esistere accoglienza senza informazione.

A dir la verità il problema dell’informazione è tangibile: le foto pubblicate a distanza raccontano spesso una realtà fredda: mancano i volti, le immagini, ormai  l’immigrazione è la nave della Guardia Costiera che trasporta gli immigrati.

sbarchi immigrati catania 13 giugno 2016
immigrazione catania: foto scattata stamattina durante le operazioni di sbarco

Non solo, gli operatori dell’informazione e con loro inevitabilmente i lettori non sanno dove verranno portati gli immigrati, elemento questo che pregiudica una corretta informazione.

Questo il comunicato redatto dalla Rete Antirazzista Catanese:

Sbarco al porto di Catania di 650 migranti

Sono ancora in corso le operazioni di sbarco dalla nave della Guardia Costiera CP 940 Dattilo di circa 640 migranti, partiti dalla di Libia e di origini subsahariane. I giornalisti e gli attivisti antirazzisti sono tenuti sempre più a distanza, transennando la banchina 8 da entrambi i lati per impedire il diritto d’informare sul rispetto dei diritti umani e delle procedure per accedere al diritto d’asilo. Nonostante la presenza di varie associazioni umanitarie i/le migranti, appena sbarcati, vengono messi in fila verso banchetti di Frontex, Guardia di Finanza e Polizia Scientifica, che oltre alle foto segnalazioni procedono a prendere le impronte digitali, incuranti delle conseguenze che questa procedura comporta. Come da mesi denunciamo, da quando è stata trasferita a Catania la sede centrale di Frontex e da quando sono operativi i famigerati Horspot in tutta la Sicilia, le istituzioni preposte si trovano in emergenza,poiché nei mesi invernali non è stata approntata alcuna struttura d’accoglienza.

In base a quale criterio da alcune settimane centinaia di migranti, rastrellati a Ventimiglia e nei treni in Liguria, vengono deportati da Genova agli aeroporti siciliani?

Che fine ha fatto la tanto decantata capacità d’accoglienza della nostra città, quando a partire dal momento dello sbarco i tutori dell’ordine si attivano per ridurre sempre più gli spazi d’agibilità e d’informazione?

Sono arrivati 12 bus, ma non si sa la destinazione dei/lle migranti, seguiranno aggiornamenti.

Rete Antirazzista Catanese

 

 

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