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Immigrazione: 2014 anno record per sbarchi e morti in mare

E’ tempo di bilanci ed il 2014 si è rivelato un anno nero, da record, per ciò che riguarda il problema immigrazione.

Sono quasi 170 mila gli stranieri approdati in Italia e circa 3.500 i migranti che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo. Sono numeri da brividi.

Mare Nostrum, operativa dal 18 ottobre 2013 al 31 ottobre 2014, si è rivelato un progetto caotico e improvvisato. Lode alla nostra Marina Militare per gli sforzi profusi nel soccorrere questi disperati, condanna invece per i nostri politici che sono incapaci di gestire la situazione.

Con Triton non è cambiato nulla.

Dal 1 novembre scorso è stata varata l’operazione Triton, gestita da Frontex (Agenzia europea per il controllo delle frontiere), che dovrebbe avvicendarsi con Mare Nostrum. Il passaggio definitivo terminerà entro gennaio.
L’accordo prevede che le navi della Marina Militare si occupino dei soccorsi e non si debbano spingere oltre 30 miglia dalle coste italiane, ma questo non avviene, perchè le nostre navi si spingono ben oltre.
Per cui, di fatto, non è cambiato nulla ed il progetto Triton (creare uno sbarramento a 30 miglia dalla Sicilia per fermare gli sbarchi e scoraggiare le partenza dal Continente africano), è stato vanificato: gli immigrati sono arrivati lo stesso in modo massiccio (oltre 16 mila tra novembre e dicembre) e si sono verificate purtroppo altre tragedie in mare. Anche perchè sono vietati i respingimenti: dovranno essere tutti trasportati sulla terraferma e poi individuati.

Cosa succederà dopo Mare Nostrum?

Ci sarà da ridere (o meglio, piangere) quando Mare Nostrum ritirerà i propri mezzi, lasciando il campo a Frontex. L’Agenzia, che ha già dichiarato di avere pochi soldi e pochi mezzi, ha chiarito che il suo compito è quello di controllare le frontiere, non di operare salvataggi in mare (salvo situazioni estreme), per i quali sono deputati i singoli Paesi. In Italia l’operazione Triton dovrà avvenire entro le 30 miglia, mediante controllo delle coste e pattugliamento in acque territoriali.

Chi soccorrerà, dunque, i migranti? Gli impegni politici che il Governo sta affrontando in questo periodo sono tanti e sembra che il problema immigrazione sia diventato marginale. Ma non deve essere così. Il problema è di grande importanza, perchè la stragrande maggioranza di migranti che provengono dalla Siria, dalla Libia, dai Paesi centroafricani, quasi tutti irregolari, in Italia non ha futuro. La falsa solidarietà che stiamo dimostrando va a loro discapito.

Vanno salvati, senza dubbio, ma poi? Ci penserà Mafia Capitale a sfruttarli o qualcun altro? E poi c’è da considerare il pericolo terrorismo: oggi gli attentati vengono fatti da “lupi solitari”. Come facciamo ad individuare, tra rifugiati e clandestini, eventuali infiltrati terroristi?
Il Governo (Renzi, Alfano, Pinotti, svegliatevi…) dovrà prima o poi valutare e non trascurare il problema. L’immigrazione può diventare una risorsa per il nostro Paese, ma solo se vengono accolte persone regolari e non clandestini, i quali prima o poi andranno a delinquere. A chi entra in Italia dobbiamo garantire un futuro dignitoso, non costringerli a rubare, spacciare droga, sfruttare la prostituzione.

Se un Paese come il nostro, dove ci sono pensioni che non raggiungono i 500 euro mensili, i senzatetto, milioni di poveri, imprese che chiudono e disoccupazione alle stelle, viene gravato anche dal problema dell’immigrazione, la situazione diventa esplosiva e la ribellione è dietro l’angolo.

 

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Redazione

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