fbpx
CinemaLifeStyle

Immensa la Jackie di Natalie Portman

La Jackie di Pablo Larraín è indimenticabile e unica. L’interpretazione di Natalie Portman è così intensa sin dalle prime scene da coinvolgere, commuovere ed emozionare ad ogni inquadratura.

Il film si mescola tra realtà -l’omicidio di John F. Kennedy-, e finzione la settimana che venne a seguire dal punto di vista di lei, Jackie, tra flashback, presente e passato e uno sguardo al futuro. Jacqueline racconta la storia dell’assassinio, di quello che lo precede e quello che gli succede.
Ci sono i filmati di repertorio, veri e propri pezzi dei documentari storici, la narrazione non è lineare ma scandisce bene gli eventi, le dinamiche, le scelte, gli stati d’animo, mostrando i due volti: della donna Jacqueline e del mito Jackie.

Lei con le sue contraddizioni, le sue fragilità, il suo portamento, la sua innata eleganza, eleganza nei gesti, eleganza in scelta di stile, ma anche la sua forza, tenacia, dignità,  l’esibizione del dolore con compostezza e consapevolezza. E ancora la sua determinazione nel rendere onore al marito, alla sua grandezza, contribuendo e sancendo il mito dei Kennedy, senza che nessuno potesse dimenticare la sua eredità politica e i valori umani, ma che restasse nel cuore di tutti gli americani come un punto di riferimento che credevano nei medesimi valori.

L’attrice Portman è riuscita a cogliere ogni dettaglio e sfumatura con una intensità incredibile.

Il film nasce dall’intervista che mette un punto sulla vicenda, raccontando una verità, la verità di Jackie, la sua prospettiva, la sua verità. Un intervista rilasciata a Theodore H. White, giornalista politico di “Life”, dopo solo 10 giorni dall’accaduto, per costruire la sua storia in un dialogo fatto di domande, confidenze, i fatti accaduti in quella settimana tra l’omicidio, l’insediamento del nuovo presidente con la salma del precedente accanto, il momento di dover dire ai figli che il padre non sarebbe più tornato, l’organizzazione di una cerimonia ispirata ai funerali di Lincoln, i ricordi e la fermezza nel voler consegnare al mondo una leggenda, come quella di Camelot, secondo cui “se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda”.

C’è la vita alla Casa Bianca, mostrata nel documentario del 1961 in cui la stessa Jeckie apre le porte di casa agli americani, mostrando i cambiamenti, la casa che lei aveva arredato con gusto e ricercatezza tra opere d’arte e oggetti preziosi fortemente voluti, cercati e contrattati, le stanze private, quelle dei figli, il glamour, i concerti privati, le feste, i lunghi corridoi. Lei Jackie che prima di tutti aveva intuito la potenza e il potere della comunicazione, della radio e della televisione, dei giornali; di come un abito, un dettaglio rappresentasse un ruolo sociale, una identità.

Una scena che crea alla perfezione l’immagine di una donna nel suo dolore e la sua intimità è racchiusa in una lunga sequenza sulle note del musical preferito della famiglia, Camelot, con un valzer di vestiti tra una immancabile sigaretta e un bicchiere di borboun, e ricordi di un tempo dorato appena vissuto e già concluso.

La scena più triste, il momento del trasloco e la nuova first lady già pronta a cambiare la tappezzeria, con campionari alla mano.

La sua determinazione nel voler una cerimonia degna della grandezza di J.F. Kennedy, mettendo a rischio la sicurezza, imponendo la sua volontà contro tutti e tutto, lasciando al mondo delle immagini indimenticabili, di lei con i suoi bambini con il cappottino azzurro, lei con quel velo nero spesso, ma non abbastanza da lasciar intuire tutto il suo dolore composto.

L’omicidio di Kennedy è stato raccontato in tante pellicole, libri, fiction, ma mai come in questo film il racconto della moglie, della first lady diventa il fulcro della storia. Lei con il suo completo rosa Chanel, sporco di sangue, sangue del suo amato, lei che è stata immobile con la testa di lui fra le mani, tenendo la ferita -lo squarcio- forte fino all’arrivo all’ospedale.

Chissà che il regista con la sua maestria non ci regali un film sulla seconda vita di Jacqueline.

 

Curiosità: Natalie Portman per questo ruolo è stata candidata all’Oscar.

Trama: Jacqueline Kennedy aveva solo 34 anni quando suo marito venne eletto Presidente degli Stati Uniti. Elegante, piena di stile ed imperscrutabile, divenne immediatamente un’icona in tutto il mondo, una delle donne più famose di tutti i tempi, Il suo gusto nella moda, negli arredi e nelle arti divenne per molti un modello da imitare. Poi, il 22 Novembre 1963, durante un viaggio a Dallas per la sua campagna elettorale, John F. Kennedy venne assassinato e l’abito rosa di Jackie si macchiò di sangue. Quando Jackie salì sull’Air Force One per tornare a Washington, il suo mondo – così come la sua fede – erano andati in pezzi. Sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva fu costretta ad affrontare momenti che non avrebbe mai immaginato di dover vivere: consolare i suoi due bambini, lasciare la casa che aveva restaurato con grande fatica e pianificare le esequie di suo marito. Jackie capì subito però che quei sette giorni sarebbero stati decisivi nel definire non solo l’immagine e l’eredità storica di John F. Kennedy, ma anche come lei stessa sarebbe stata ricordata.

Trailer: Jackie

Mostra di più

Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

Potrebbe interessarti anche

Back to top button