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Il vento francese soffierà anche in Sicilia?

L’attenzione negli ultimi giorni è stata rivolta principalmente alle elezioni presidenziali Francesi. Il primo verdetto rompe nettamente gli schemi ormai superati della politica partitica, lascia fuori dal ballottaggio gollisti e socialisti e premia invece la politica spinta dal basso e vicina ai problemi della gente. L’affermazione di Macron ne è la dimostrazione.

In Sicilia, dopo qualche settimana di tranquillità, riprende il fermento in vista delle elezioni regionali del prossimo cinque novembre. Salvini ha fatto tappa a Catania, occasione che in un certo senso è servita anche a riallacciare il rapporto tra i partiti di centrodestra. Alla cena riservata ad ospiti selezionati erano presenti anche esponenti di Forza Italia. Angelo Attaguile– leader siciliano del movimento di Salvini- in una dichiarazione fa sapere di essere intenzionato a riprendere il dialogo con gli alleati, ma se questo non sarà possibile è pronto a candidarsi personalmente alla Presidenza della Regione.

In casa PD sono giornate di fibrillazione, le primarie per la segreteria del partito premono e c’è in atto una mobilitazione generale. I Renziani catanesi, Sammartino e Sudano nei giorni scorsi hanno chiamato a raccolta amici e simpatizzanti chiedendo loro un sostegno deciso a favore di Renzi.

Però all’interno del Partito Democratico emergono incongruenze, il vicepresidente dell’ARS Giuseppe Lupo, propone un accordo in aula con il M5S-invito rispedito al mittente già dopo poche ore dai pentastellati- e pensa alle primarie per la scelta del candidato alla presidenza, anzi, ipotizza anche una data: il prossimo due luglio ed il ballottaggio dopo quindici giorni. Ognuno è libero di proporre ciò che ritiene, se non fosse che le estati siciliane sono “da sempre” torride, e chiedere agli elettori di recarsi ai gazebo la domenica, giornata dove le spiagge vengono prese d’assalto , sembra un strategia “poco oculata”.

Altre indiscrezioni danno per imminenti le dimissioni del Sindaco di Catania per potersi così candidare alla Presidenza della Regione Siciliana. Voce questa che si ripete da mesi nell’ambiente politico catanese. Se così fosse, vuol dire che a monte c’è già un accordo e le intenzioni espresse dal vicepresidente dell’ARS non sono frutto di un ragionamento generale all’interno del Partito Democratico.

Sempre nei giorni scorsi, il professore Corrado Labisi, Rettore dell’università telematica San Raffaele, ha presentato in una sala gremita il suo “Movimento Coscienza Popolare Siciliana”, un soggetto politico a sfondo socio culturale che si pone l’obiettivo di valorizzare e tutelare la Sicilia. I lavori sono stati introdotti dalla giornalista catanese Simona Pulvirenti, tra gli interventi anche quello di Alfredo Esposito, Segretario Nazionale Comitato “Italians for Trump” . Il Movimento Coscienza Popolare si presenterà agli elettori, in occasione delle elezioni regionali prossime, con liste proprie.

Il tredici maggio il professore Roberto Lagalla presenterà la sua Idea Sicilia a Catania, che così come già successo nell’affollatissima convention di Mondello, ci saranno testimonianze, verranno esposte idee e formulate proposte concrete per lo sviluppo della Sicilia.

Un dato va però sottolineato: l’interesse degli elettori è rivolto sempre più a quei movimenti che portano avanti temi e argomenti generati dal basso, a discapito dei partiti tradizionali. E dopo quanto successo in Francia, chissà se anche i siciliani alle prossime elezioni regionali faranno lo stesso.

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