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Il Teatro Bellini rischia la chiusura

Se il taglio verrà approvato, il Teatro Bellini rischia la chiusura. Questo il messaggio del sindaco Enzo Bianco, che stamattina all’incontro con la deputazione regionale catanese nei locali del Comune ha annunciato ai presenti il pericolo imminente. Se verrà data la conferma ufficiale allo “Sblocca Sicilia”, prevista entro il 30 aprile, saranno disponibili 1,7 milioni di euro in meno, a quanto pare fondamentali per le casse dell’ente.

L’on.le Angela Foti, Ars M5s, ha dichiarato: “C’è stata illustrata la situazione: chiaramente in questo momento in cui ci si appresta al bilancio, bisogna in ogni modo chiarire che questo taglio significa indirettamente abbassare la saracinesca. Non è sostenibile un taglio di circa l’11% dei trasferimenti al Teatro.”

“Se il taglio verrà considerato tale – aggiunge Aldo Ferrente, segretario provinciale Fials Catania – il Teatro non potrà più fare attività, perchè (il taglio, ndr) è talmente alto e talmente grande che non ci sarà più la possibilità di andare avanti. Mi è sembrato di vedere un forte impegno da parte del sindaco e di tutti i deputati che sono venuti alla riunione: quindi confidiamo nel loro impegno. La nostra azione è relativa, perchè lo sciopero che si può fare danneggia solo il pubblico. Semmai daremo supporto per far rivivere il teatro, perchè in queste condizioni la chiusura è molto vicina.”

La soluzione sembrerebbe una firma unica su un emendamento: cancellare la voce “Teatro Massimo Bellini” dalla finanziaria. “Si è concordato – prosegue Foti – con tutti i colleghi che sono in Commissione cultura e Commisisone bilancio, di scrivere un emendamento con firma di tutti i gruppi per riportare la proposta di governo al finanziamento standard, senza taglio, e nell’immediato periodo successivo di strutturare un disegno di legge perchè si evidenziato come il Teatro sia l’unico ente lirico di questo livello ad essere regionale, quindi non riceve contributi statali, diversamente da altre strutture simili. Catania risulta fortemente penalizzata.”

Di qui la critica da parte dei dipendenti anche ad un altra clausola dello “Sblocca Sicilia” e la richiesta di un colloquio con l’Assessore al Turismo Cleo Li Calzi. Con la creazione del Fondo unico per lo spettacolo (Furs), infatti, gli enti potranno ricevere contributi rinunciando, però, ai contratti integrativi. “Il nostro integrativo –  spiega Antonio D’Amico, Fistel Cisl –  erogato dalla Regione Sicilia e dove ogni 3 anni viene fatto un adeguamento, è fermo dal ’91. Per noi fa parte dello stipendio, ormai: uno stipendio fermo dal 91, distrutto, e in più vogliono togliere l’integrativo: significa che noi non possiamo vivere più. Legalmente l’integrativo fa parte dello stipendio, perché” all’interno del contratto nazionale “ci sono tutte quelle attività teatrali, che tutti i teatri hanno e per i quali, ogni 3 anni fino al 2015, hanno avuto delle integrazioni.”

 

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Alberto S. Incarbone

21 appena compiuti ed una vita da studente davanti, di fronte a me vedo sempre nuove vie d'uscita. Gioco a fare il giornalista da quasi due anni, collaborando con TRA tv e Il Mercatino, anche se qualche volta mi diletto a fare il cameriere. Amo viaggiare a piedi per la Sicilia, ma soprattutto parlare, parlare con i vecchi. Radio, televisione, carta stampata e web non mi bastano: sogno una terra vergine da esplorare, in cui comunicare col pensiero. Nel frattempo mi trovate in giro ad intervistare qualcuno, sperando di fare domande intelligenti.

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