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Il Sindaco di Ismaele La Vardera. Campione di incassi ma deluse le aspettative

La migliore pubblicità al film di Ismaele La Vardera l’hanno fatta le reazioni avverse dei protagonisti ignari una volta appreso di essere stati ripresi. Il loro diniego a vedere “Il Sindaco” ha destato la curiosità di chi, uscendo dalla sala, si aspettava qualcosa di più.

Retroscena politici scontati

La Vardera è un giovane di belle speranze e di buona volontà. Inizia a muovere i suoi primi passi nel giornalismo quando ancora minorenne. Lo fa per passione e con una giusta dose di intelligenza. Un bel giorno decide di mettersi in gioco scommettendo se stesso per la sua città: si candida a sindaco di Palermo.

Si presenta bene, ha delle buone idee e riesce a farsi notare sia tra i palermitani che tra i big della politica nazionale che diciamolo chiaramente: alle amministrative di Palermo brancolavano nel buio per individuare qualcuno che potesse tentare di fargli guadagnare qualche punto in più in vista delle regionali, dove la posta in gioco resta decisamente più alta.

La Vardera non è un ingenuo. Forse un po’ ruffiano (e se così non fosse stato avrebbe fatto un altro mestiere), estremamente bene educato, e sa il fatto suo. Quindi viene agganciato da chi non aveva che pesci prendere, ovvero dall’area di centro destra. Così La Vardera si affaccia alle operazioni politiche di segreteria.

Ma davvero vogliamo credere che non sapesse come funziona la macchina politica degli accordi elettorali? Di cosa si è stupito? Di Totò Cuffaro dietro le quinte della politica siciliana? Oppure di Rosario Crocetta che, una volta rotti i rapporti con Renzi, era disposto a cedere parte del suo bacino elettorale con un candidato in lista in cambio di sostegno in favore di Emiliano alle primarie del PD? O di Gianfranco Micciché che ha fatto un ragionamento lucido sulla base di numeri proponendogli l’ingresso nelle liste di Fabrizio Ferrandelli e garantendogli un assessorato in caso di vittoria?

La rivolta della base

La politica si fa con i numeri. Infatti, al primo incontro con La Vardera, l’unica cosa che ha chiesto Giorgia Meloni sono stati proprio quelli: i numeri, ovvero a quale percentuale veniva dato nei sondaggi per valutare se valesse davvero la pena puntare su di lui.

Quello che nel film viene omesso sono le reazioni dei militanti dei partiti di centro destra radicati nella città di Palermo. Si parla di riunioni carbonare e di lunghe chiamate con Roma e Milano per tentare un passo indietro rispetto il candidato sindaco scelto dai leader dei loro rispettivi partiti. Ismaele La Vardera non andava giù a nessuno tanto che qualcuno ventilava già l’ipotesi che la sua candidatura potesse essere un bluff.

Voci tuttavia rimaste inascoltate perché da un lato la Lega non riusciva ad attecchire sul versante occidentale dell’isola per gli angusti toni razzisti, sessisti, xenofobi e omofobi molto spesso registrati dai loro rappresentanti locali. Dall’altro, Fratelli d’Italia non riusciva a fare squadra e a portare risultati concreti al partito perché troppo ancorato a logiche antiche, si direbbe antiquate. Insomma, Salvini e Meloni non avevano altra scelta per salvare quantomeno la faccia. Lo stesso video di sfida antirazzista di La Vardera ha giocato in favore di Salvini. Lo sapeva il leader del Carroccio e lo sapeva anche Giorgetti.

A conferma dell’impegno superficiale o poco efficace degli esponenti delle rispettive formazioni candidati in lista, i risultati risibili che hanno ribaltato i sondaggi per il giovane La Vardera.

Piuttosto. Quanto è costato questo scherzetto ai partiti che hanno sostenuto La Vardera in termini economici? Insomma: quanto hanno sganciato la Lega e Fratelli d’Italia per sostenere la campagna elettorale di La Vardera?

Voto di scambio politico mafioso, piaga politica e sociale

Dai 30 ai 50 euro. Tanto valeva il voto comprato dal boss palermitano Antonio Abbate. 300 voti erano garantiti perché 300 erano le persone che si sono rivolte a lui quando lo Stato era assente.

Il vero dramma che si continua a registrare nel film è infatti la compravendita di voti nei quartieri più disagiati in mano alla mafia. Perché ancora oggi in Sicilia lo Stato non riesce o non vuole intervenire per arrestare il fenomeno che può rivelarsi determinante a chi riesce ad accaparrarsi in questo modo la gestione della cosa pubblica.

Combattere la povertà, incentivare sbocchi occupazionali, avere uno Stato presente e a cui potersi rivolgere quando si è in condizioni di necessità potrebbe distruggere l’Abbate di turno. Il popolo sarebbe finalmente sovrano e libero di scegliere a chi consegnare la propria fiducia. E soprattutto non sarebbe necessario rafforzare la protezione sui familiari di chi con coraggio denuncia il malaffare politico mafioso come ha fatto Ismaele La Vardera.

Star indiscussa del film la mamma di Ismaele alla quale si dovrebbe dare un premio speciale per la sua genuina semplicità e sconfinata sincerità. Una donna forte da prendere a modello.

[Foto by Ansa]

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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