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Il sindacato (di strada) tra i braccianti del calatino. Così la Cgil sfida i “caporali”

volanNemmeno le temperature polari di questi giorni riescono a fermare il lavoro del sindacato di strada. Alle 5 del mattino, i sindacalisti della Cgil sono già nelle piazze in cui vengono reclutati i braccianti agricoli per il lavoro nelle campagne del calatino. Diffondono volantini, spiegano ai lavoratori, molti dei quali migranti, cosa prevede la nuova legge sul caporalato approvata recentemente, cosa stabiliscono i contratti, quali paghe merita il loro lavoro.

Ed è così che il calatino, assieme al ragusano, è diventato il più importante laboratorio siciliano del cosiddetto sindacato di strada, una delle più dirompenti intuizioni della Flai, la categoria dei lavoratori dei campi, che consiste nello stare tra i lavoratori, per le strade appunto, nelle piazze del reclutamento di manodopera. Una pratica che smentisce il luogo comune del sindacalista trincerato nel palazzo, lontano dai problemi dei lavoratori. cgil1

I protagonisti di questa forma di lavoro sindacale hanno nomi e cognomi: Totò Brigadeci, Nuccio Valenti, Rocco Anzaldi ma anche Alfio Mannino, segretario regionale della Flai, protagonista di importanti battaglie contro i caporali culminate nel documentario “Terranera” del regista Riccardo Napoli.

“Adesso inizia il compito più difficile ma allo stesso tempo più appassionante” spiega Rocco Anzaldi della Flai di Scordia “organizzare le assemblee con i lavoratori”. La prima, tenuta venerdì a Scordia alla presenza di Mannino e Brigadeci, con i braccianti rumeni, è stata un bel banco di prova che fa ben sperare. Sono stati tanti i lavoratori che hanno partecipato.

Insomma, il “modello calatino” sembra funzionare.

Qui una gallery dei volantinaggi e della prima assemblea a Scordia

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