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Il sentiero esistenziale di Giovanni Capurso

Discese e risalite viste in retroazione nel capolavoro pubblicato da AlterEgo

Con Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni), Giovanni Capurso, docente, scrittore e giornalista, si consacra come narratore del dubbio esistenziale.

La sua scrittura forbita e molto curata nei dettagli, dà possibilità di far esplorare ad ogni lettore ciò che tutti gli umani affrontano.

L’appetibilità del libro sta nella costruzione di una bella quanto intensa storia, che l’autore ha sviluppato, sicuramente per le sue alte credenziali narrative, ma anche per una cultura non indifferenze della sociologia pedagogica.

Il sentiero come campana di cristallo…

Cover
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Protagonista assoluto de Il sentiero dei figli orfani è Savino. Protagonisti relativi sono due ramificazioni che si incontrano nella propria vita.

Da una parte la famiglia con il padre e lo zio; dall’altra e la conoscenza di un nuovo amico, Adamo.

Savino trascorre infanzia e adolescenza in una campana di scrostato, nella certezza e sicurezza del paese dove risiede e dove, con l’ironico zio e il malinconico padre, alterna momenti come ogni umano dovrebbe, tra amici, Radu su tutti, e ludicità varie: il fiume svago prioritario.

…presto diventa il sentiero dell’ ampolla di vetro che si rompe

Questa ampolla però lo tiene vincolato alla disconoscenza dell’oltre, e da ragazzetto, non si interroga su cosa può esservi al di là della propria vita, con quelle persone in quel luogo. Ma la vita è bellissima e riserva sorprese, che magari belle non sono: l’incontro col già citato Adamo, alcolista cronico, aprirà un mondo che Savino non conosceva e lì sarà una svolta di crescita e maturità.

Il tutto è raccontato nella forma retorica della retroazione, perché Savino è adulto e sta ripercorrendo le tappe della sua esistenza.

Esistenzialismo in un romanzo

Giovanni Capurso
Giovanni Capurso

L’autore scrivevo sopra, si consacra come maestro della narrativa esistenziale. Il sentiero dei figli orfani è senza dubbio un volume di saggistica filosofica e psicologica, ma con la struttura e lo stile del romanzo, che rilanci la meraviglia scenografica di belle vedute e di tutti costruttivi, quello fisico della nonna, incipit del romanzo, o quello della delusone sentimentale della prima infatuazione.  Lutti che sono incipit strutturali, ma anche del cambiamento comportamentale di ogni uomo. Frattanto che leggevo immaginavo il paesino lucano con le prospettive naturali narrate figurativamente con maestria e bellezza e anche come l’autore è riuscito a proiettarmi a vivere la lettura dell’intero volume con queste immagini che risalivano alla mia vista immaginaria.

 

 

Consiglio scolastico

Colto istruito e geniale, l’autore rende questo libro adottabile nelle scuole superiori perché spiega bene il concetto di crescita.

 

 

 

 

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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