fbpx
Palermo

Il ricordo di Boris Giuliano

Sono le 8,10 del 21 luglio 1979 quando arriva la notizia: “Attenzione. Per tutti. Sparatoria. Via Di Blasi, bar Lux”.
Le notizie si susseguono in modo concitato finché non arriva quella definitiva: “Centrale, la vittima era armata. Un attimo, un attimo … È il dottor Giuliano. Ripeto: hanno ammazzato Boris Giuliano”.

“Boris Giuliano rappresenta la figura straordinaria a cui tutti gli investigatori si sono ispirati”. Il questore di Palermo, Renato Cortese, ha ricordato così il capo della squadra mobile di Palermo ucciso il 21 luglio 1979 da un gruppo di fuoco guidato da Leoluca Bagarella. Davanti al bar Lux, dove Giuliano venne raggiunto e colpito alle spalle dai sicari, si sono ritrovati oggi la moglie Maria Ines, i figli Selima, Manuela e Alessandro che ha seguito il percorso professionale del padre nella polizia: ora è capo dello Sco, Servizio centrale operativo. In via Di Blasi c’erano anche il sindaco Leoluca Orlando, funzionari di polizia, amici di Giuliano.

“Chi conosce la storia della squadra mobile di quegli anni – ha detto ancora Cortese – sa che Boris Giuliano è stato l’inventore di un metodo investigativo che ha cambiato il modo di gestire le indagini sulla mafia. Quel metodo ha reso più facile anche quello che noi facciamo oggi. Giuliano ha conosciuto anni difficili”.

Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button