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Dodici morti e tantissimi danni: il resoconto della strage del maltempo

Un bilancio che terrorizza quello dei danni e dei morti a causa del maltempo che in questi giorni ha letteralmente flagellato la Sicilia.

L’esondazione del Milicia

Nella notte tra sabato 3 novembre e domenica 4, una violenta bomba d’acqua ha colpito la zona del Palermitano. La prima conseguenza è stata proprio lo straripamento del fiume Milicia che, con furia cieca, ha travolto tutto ciò che incontrava.

E nel suo percorso, sfortunatamente, ha incontrato un villino al confine dei comuni di Altavilla Milicia e Casteldaccia. L’acqua ha letteralmente invaso la casa, arrivando fino al soffitto e per le due famiglie all’interno dell’edificio non c’è stato nulla da fare. Nove sono le vittime annegate, tra queste anche due bambini di uno e tre anni.

Solo 3 sono stati i superstiti: un uomo e una bambina usciti poco prima per andare a comprare dei dolci e una terza persona che è riuscita a dare l’allarme aggrappata ad un albero. Al momento, nel piccolo comune palermitano, regna il dolore come nel cuore di Giuseppe Giordano che ha perso moglie e figli.

Due intere famiglie spazzate dalla violenza di un fiume in piena. Le vittime sono Federico Giordano, 15 anni, Stefania Catanzaro, 32 anni, Antonino Giordano, 65 anni, Matilde Comito di 57, Nunzia Flamia, 65 anni, Marco Giordano 32 anni, Monia, 40 anni e i piccolissimi Rachele Giordano di un anno e Francesco Rugò di 3 anni.

La villetta era abusiva: la questione che divide.

Ad affiancare la tragedia, spunta però una rilevazione: a quanto pare l’edificio era abusivo.

Infatti, il villino si trovava a meno di 300 metri dal normale corso del fiume Milicia, quasi sotto ai piloni dell’autostrada. Le norme di sicurezza prevedono infatti che gli edifici si trovino ad almeno 150 metri dall’alveo del fiume. Inoltre, secondo la testimonianza del sindaco di Castedaccia, Giovanni Di Giacinto la casa non era costruita a norma.

«La casa travolta dal fiume era abusiva e pendeva dal 2018 un ordine di demolizione del Comune che è stato impugnato dai proprietari dell’immobile davanti al Tar. Da quanto ci risulta ancora il tribunale amministrativo non ha provveduto, per cui la demolizione non è stata possibile», dichiara Di Giacinto.

Ma, secondo la replica di Giordano, affittuario della villetta, nessuno gli avrebbe mai parlato del rischio.

Sono 12 vittime del maltempo

Purtroppo il numero di vittime che la furia cieca del maltempo ha prodotto non si è fermato.

A Vicari, vicino Palermo, è stato trovato il corpo di Alessandro Scavone, titolare di un distributore di carburanti e consigliere comunale a Salemi. L’uomo si trovava a bordo della sua auto con un amico, quando la vettura è stata travolta dall’acqua del fiume San Leonardo. I due erano andati a recuperare un giovane rimasto al distributore, il quale lanciandosi dal mezzo è riuscito a salvarsi.

Altre due vittime sono un uomo e una donna di mezza età, residenti in Germania da anni. La coppia aveva noleggiato l’auto su cui viaggiava, ritrovata poi all’interno di un torrente  in contrada Sant’Onofrio a Cammarata, loro luogo di origine. 

Disperso invece il medico Giuseppe Liotta, 40 anni. Il palermitano si stava recando presso l’ospedale di Corleone dove l’uomo prestava servizio. La sua auto è stata trovata in contrada Raviotta, tra Ficuzza e Corleone, sulla statale 118 interrotta in diversi punti a causa degli allagamenti.

I danni

Fiumi esondati, strade interrotti e cittadini evacuati. I danni del maltempo sono innumerevoli. A Sciacca è esondato il torrente San Marco. Subito contrada Foggia rimane isolata e il comune si vede costretto a chiudere la circonvallazione: sono almeno una cinquantina le famiglie evacuate a cause della minaccia “allagamento”. A Menfi intervengono addirittura i sommozzatori dei Vigili del Fuoco per recuperare alcuni residenti della località Lido dei Fiori, le cui strade sono totalmente allagate.

E ancora ad Agrigento, straripa il fiume Akragas, lo stesso che attraversa la valle dei Templi, e dunque vengono evacuati nell’immediato i quartieri vicini. Alcune case sono rimaste senza luce, per non parlare delle strade.

Infatti l’AG – PA è stata chiusa e all’altezza di Vicari la strada sembra danneggiata. La città, inoltre, è quasi isolata dai suoi collegamenti importarti, ossia Palermo e Catania.

Anche le linee ferroviarie sono rimaste bloccate, in attesa di accertamenti. La SS18, inoltre, pare sia stata sommersa dal fango.

I messaggi di cordoglio e l’intervento del Governo.

La Sicilia è straziata. Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio da parte delle Istituzioni.

Il premier Conte si è recato sull’Isola per esprimere solidarietà alle famiglie colpite dal lutto e per tranquillizzare la popolazione sugli interventi in programma da parte del Governo nazionale.

«Dopo avere firmato i provvedimenti necessari a gestire l’emergenza maltempo, mi accingo a convocare il Consiglio dei Ministri, la prossima settimana, per deliberare lo stato di emergenza. Con la deliberazione dello stato di emergenza il Governo disporrà lo stanziamento delle prime risorse e adotterà gli interventi necessari a superare l’emergenza», dichiara così il primo Ministro.

Il Governo metterà a disposizione circa un milione di euro per gl interventi di sicurezza del territorio, per proteggere e salvaguardare le vite umane. Inoltre, ulteriori 50 milioni per le autorità di bacino al fine di regolare i flussi d’acqua.

Parole dure, invece, da parte del presidente della Regione, Nello Musumeci.

«Il Milicia era tra gli interventi previsti per il 2015 da parte dell’assessorato dell’Ambiente, ma si era solo redatto l’elenco senza dare copertura finanziaria sufficiente. Ho visto sul fiume Milicia che almeno 4 o 5 villette sono a ridosso della foce del fiume, non possiamo più consentire tutto questo», dichiara furioso il presidente.

«Integreremo al perimetro già a suo tempo individuato, le aree che sono state colpite nelle ultime giornate. Ma quello che ci preoccupa è l’intervento anche a favore dei privati con decine di migliaia di ettari di coltivazioni intensive che sono fuori uso. Migliaia di imprenditori agricoli non potranno neppure coprire le spese. Denuncerò per crimine contro l’umanità chi parla ancora di sanatoria. Basta -conclude Musumeci- abbiamo il dovere di fare tutti la nostra parte».

In attivo, il governatore ha già predisposto interventi su circa ottanta fiumi.

Il selfie di Salvini al centro delle polemiche.

Tuta della Protezione Civile, sorriso e pollice all’insù per il Ministro Matteo Salvini. Lo scatto, postato su Twitter con la seguente didascalia “Tuta della Protezione Civile e si parte direzione Belluno, per visitare le zone colpite da frane e alluvioni e portare i primi aiuti concreti del Governo. Buona domenica Amici, chi si ferma è perduto”, ha scatenato le polemiche.

Dopo i dodici morti in Sicilia, infatti, il volto sorridente del Premier è sembrato quasi una presa in giro agli utenti del web. I quali, gridano allo scandalo. Una tragedia non dovrebbe mai essere accompagnata da un sorriso bonario.

 

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