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Il re dei torroncini Condorelli è il simbolo della Sicilia che non ha paura

L’operazione Sotto Scacco ha portato all’arresto di ben 40 affiliati a Cosa Nostra catanese. Ma non solo: è riuscita a raccontare una storia di onestà che condanna la mafia.

La storia ha come protagonista il “re dei torroncini” Giuseppe Condorelli, patron dell’omonima azienda di prodotti dolciari, che non si è piegato alla richiesta del pizzo denunciando le gravi intimidazioni provenienti dal clan Santapaola-Ercolano.

Un giorno di ben due anni fa, presso la sede Condorelli a Belpasso era stata fatta trovare una bottiglia con del liquido infiammabile accompagnata da un biglietto intimidatorio (e alquanto sgrammaticato): “Mettiti a posto ho ti facciamo saltare in aria cercati un amico”. Il tentativo di estorsione però era stato ben presto abbandonato dopo la denuncia e la constatazione, da parte dei membri del clan, dei rischi legati al minacciare un personaggio noto a livello nazionale.

I ringraziamenti della famiglia Condorelli

«In quanto cittadini, imprenditori ed esportatori di prodotti siciliani abbiamo sempre sentito l’onere e l’onore di rappresentare al meglio la Terra che i nostri padri ci hanno consegnato. Perché crediamo nel potere che anche il più piccolo fra i dolci ha di veicolare i valori della famiglia, della genuinità, del rispetto e della giustizia», si legge nel profilo Facebook di Condorelli dopo i tanti messaggi di affetto e solidarietà.
«Crediamo che anche un torroncino possa schiudere la bellezza della nostra amata Sicilia, così tristemente avvezza a stereotipi e a notizie di cronaca deturpanti. Lealtà e legalità sono per noi doveri verso di voi che ci scegliete ogni giorno. Ed è per voi, per chi ci precede, per la nostra famiglia e per i nostri figli che abbiamo l’obbligo morale di mostrare che questa non è la culla della mafia, dell’omertà e della rassegnazione. Questa non è l’Isola che ha paura e si piega, ma l’Isola che alla paura antepone il coraggio, all’acquiescenza la lotta e all’illegalità risponde con la giustizia».
«Ringraziamo di cuore le forze dell’ordine e le istituzioni per averci guidato in questo percorso che oggi ci permette di godere a testa alta della luce del sole; ringraziamo le testate giornalistiche che stanno dando risonanza a messaggi di speranza; ringraziamo quanti nel loro piccolo fanno la propria parte per rendere questo posto migliore di come lo hanno trovato; ringraziamo tutti voi per gli attestati di stima pervenutici da ogni parte della Sicilia, dell’Italia e del mondo. Grazie per esservi mostrati solidali e vicini ai principi dell’azienda: ci avete inondato di abbracci virtuali, parole calorose e commozione. Il vostro affetto è la prova che se ti schieri dalla parte della legalità non sarai mai solo. Servire e servirvi è sempre un piacere.
La giustizia a volte può essere un cammino lungo e tortuoso ma il gusto che lascia nel cuore è il più dolce di tutti».

 

 

 

Suriano: “A Condorelli la Candelora d’Oro”

Grande soddisfazione da parte della deputata del gruppo misto Simona Suriano: «Come emerge dai risvolti delle indagini – dice Suriano – c’è chi in Sicilia vive e lavora e dice no alla mafia, dice no al racket e dice no alla cappa opprimente dell’omertà e della rassegnazione. Il cavaliere Giuseppe Condorelli, titolare dell’omonima e storica azienda con sede a Belpasso, ha denunciato le richieste estorsive provenienti dal clan Santapaola Ercolano. Le minacce non hanno intimidito Condorelli così come non lo aveva intimidito un biglietto che chiedeva la “messa a posto”: l’imprenditore si è fidato delle forze dell’ordine e dello Stato e le sue denunce hanno permesso agli inquirenti di stringere il cerchio sui responsabili e sui mandanti».
«Condorelli è un esempio da seguire e da premiare poiché rappresenta l’antimafia dei fatti e non delle parole. Per questo chiedo al sindaco di Catania di pensare a una onoreficenza – a nome di tutta la provincia etnea – per il cavalier Condorelli: la Candelora d’Oro dovrebbe andare a un imprenditore che ha dimostrato coraggio e amore per questa terra».

Motta: “Il vento è cambiato”

«Una sola parola, ORGOGLIO – esordisce il sindaco di Belpasso, Daniele Motta, in riferimento alla denuncia contro il pizzo dell’imprenditore dell’industria dolciaria, Giuseppe Condorelli- un esempio, quello di Giuseppe Condorelli – ha dichiarato il sindaco – che deve servire da monito per altre aziende».
«Denunciare è l’unica soluzione per vincere e continuare a lavorare. Tuttavia dopo gli anni 80-90, anni bui a Belpasso in cui la Mafia teneva sotto scacco l’imprenditoria locale, il vento è cambiato, ma non abbastanza. Le aziende devono e possono ribellarsi in massa per annientare questa rete intimidatoria creata dalla malavita».
«Il nostro Comune – ha continuato il sindaco – ha sempre perseguito la via della legalità, tra le altre cose ci siamo sempre costituiti parte civile nei processi per Mafia. Così, l’esempio di Condorelli infonde in noi tutti rinnovato coraggio, forza per scegliere sempre e comunque la strada giusta».
E.G.

 

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Redazione

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