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Il professore insegna a pensare

Professore. Il questi anni abbiamo sentito parlare di come i professori siano diventati ostaggi degli alunni. La posizione che occupano è quella tra l’incudine ed il martello, tra pretese scolastiche di fare tanto con poco e pressione dei genitori riguardo la preparazione dei propri figli.

Per questo motivo molti insegnanti hanno perso l’entusiasmo per la propria professione.

L’importanza del professore che va al di là della cattedra occupata.

Il professore prima di tutto è una persona e in quanto tale può sbagliare. Ma può anche portare al suo ruolo il proprio “tocco personale” grazie alla sua originalità e capacità empatiche. Per essere un professore oltre i titoli accademici, si deve essere preparati all’idea di voler donare agli alunni una parte di sé. Insegnare non è solo un lavoro, è una missione. Il professore è un esempio di vita, il primo oltre il contesto familiare.

Il bambino, inizialmente, spaesato dalla nuova situazione, vede l’insegnante come punto di riferimento al quale potersi rivolgere, come un genitore sostitutivo anche se quel bambino è ormai diventato un adolescente. Compito dell’insegnante è quello di creare un ambiente di fiducia di rispetto, stimolante per l’alunno, ma anche per sé stesso.Il concetto chiave del professore è quello di instillare nell’alunno l’autorealizzazione. I ragazzi non imparano per “osmosi”, o perché sono immersi nell’ambiente scuola.

Dobbiamo avere la volontà di apprendere ed il compito dell’insegnate è doppio fornire un ambiente sicuro, ed intenzionalmente stimolante.

Il professore ha due compiti: far crescere e far sviluppare.

Far crescere la responsabilità dello scolaro riguardo il proprio sapere e al tempo stesso fargli sviluppare l’autonomia, la volontà o più semplicemente non fare i compiti solo per l’interrogazione, ma farsi che la cultura possa aprire la mente, la curiosità verso lo studio allo scopo di renderlo tangibile, pratico. A proposito di pratico un esempio: anticipare alla classe il programma scolastico, renderli partecipi di quello che si farà, dove si vorrà arrivare, allo scopo di responsabilizzarli sullo studio; condividendo il potere della cultura.

L’insegnante è un lavoro che si sceglie per passione, non per lo stipendio, perché porta con sé una grande responsabilità e per questo ha bisogno della collaborazione dei genitori. Genitori e professori alleati allo scopo di fornire alle future generazioni un futuro brillate, pieno di consapevolezza e voglia di fare. Il docente , dal canto suo, per poter esercitare al meglio la propria professione deve creare un buon rapporto con gli alunni e deve trasmettere passione per quello che si fa e accettazione per quello che si è.

Prima di accettare gli altri, dobbiamo accettare noi stessi per quello che siamo

Per questo gli insegnati possono abbandonare quelle idee di perfezione imposte dal ruolo. Gli alunni non hanno bisogno della perfezione, bensì di un esempio possibile di vita. Per questo i professori di cui abbiamo bisogno sono autentici ed efficaci.

Il professore è anche un insegnante di vita, che va oltre il voto

Il metodo scolastico impone un giudizio, un voto, ma per questo il professore non deve giudicare anche la personalità del ragazzo. Andare oltre al voto significa trasmettere il messaggio che impegnandosi, studiando potrà migliorare se veramente lo vuole, si può.

Insegniamo ai nostri ragazzi che per vivere bene si deve credere in se stessi.

Per ciò il professore può mostrare la propria personalità insegnando che tutti abbiamo un valore che sta nelle nostre caratteristiche più originale, trasmettendo valori passione e principi inscindibile dalla personalità. Un esempio di coerenza tra regole, limiti e piacere.

Caratteristiche del rapporto insegnante alunno

Il rapporto insegnante-alunno, ma più in generale tra persone è basato sul dialogo che implica l’ascolto e la comprensione, quest’ultima molte volte data per scontata. Per comprendere usiamo anche l’empatia, comprendiamo non solo quello ci viene detto, ma anche il modo in cui ci viene detto e anche il perché.

Grazie alla comprensione reciproca il rapporto, nello specifico insegnante e alunno, si fonda sulla fiducia. Questo relazione può essere considerata buona se caratterizzata dalla franchezza, quest’ultima creare una relazione di reciprocità, professori e alunni possono dirsi ciò che accade nella piana fiducia di un non giudizio. Se il professore è consapevole che ogni alunno è diverso, allora permetterà all’allievo di crescere e sviluppare l la propria unicità e creatività. Il professore facendo così premia l’individualità e la capacità di ogni alunno di sviluppare la propria unicità stimolando, così, la cooperazione dell’intera classe.

La società di cui facciamo parte si è evoluta, e quindi anche il modo di insegnare si deve evolvere. I professori sono costretti ad abbandonare la rigidità del ruolo dell’insegnate, lasciando che il giudizio accademico rimanga tale e stimolando l’incontro da persona a persona. Il rispetto non si ottiene con la punizione, la nota, il cattivo voto, bensì portando se stessi, il proprio modo di vivere come esempio, considerando gli alunni come persone, al costo di cedere il “potere della cattedra” tutto ciò porterà a qualcosa che va oltre il rispetto, ad un rapporto autentico.

Per questo il professore insegna a pensare, andare oltre quello che è scritto nella pagine del libro, vedere pratica quello che si pensa sia solo storia vecchia, anche se dalla storia vecchia possiamo sempre imparare qualcosa.Il professore è un mestiere eccezionale fatto di difficoltà, ma fondamentale per la nostra società e per le future generazioni.

 

 

 

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