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Il Porto di Catania è pieno di barche affondate

Le barche usate dagli scafisti che fine fanno?

Nel Porto di Catania è stata avvistata una barca totalmente affondata: un cabinato azzurro abbastanza ingombrante.

porto di catania barca affondata e prua di un'altra imbarcazione
Porto di Catania barca affondata

Da sottolineare il fatto che la barca è ormai quasi del tutto affondata, per cui il recupero è urgente.

Altre foto evidenziano un elemento ancora più “clamoroso”: a pochi metri dal relitto è presente una prua bianca appartenente ad una seconda imbarcazione:

porto di catania barca affondata e prua di un'altra imbarcazione
Porto di Catania barca affondata e prua di un’altra imbarcazione
barca affondata e prua di un'altra imbarcazione
Porto di Catania barca affondata e prua di un’altra imbarcazione zoom

Nel Porto di Catania non sono poche le imbarcazioni affondate o semi-affondate: lo scorso 6 marzo è stato recuperato un moto peschereccio di circa 11 metri quasi totalmente sommerso (articolo Recuperato moto peschereccio sommerso al Porto di Catania).

porto di catania moto peschereccio recuperato
Porto di Catania moto peschereccio recuperato

Sul tema delle barche affondate abbiamo sentito Fabio Micalizzi Presidente Regionale dell’Associazione Pescatori Marittimi Professionali e della Federazione Armatori.

E’ un caso isolato l’episodio che noi abbiamo segnalato?

“No, non lo è. Le barche affondate sono quelle degli scafisti. In tutti i porti della Sicilia è presente questo fenomeno: attualmente ad Aci Trezza un’imbarcazione sta arrecando parecchie preoccupazioni agli armatori e ai pescatori. La problematica è diffusa principalmente a Portopalo, Lampedusa e Catania, ma interessa tutti i porti della Sicilia senza alcuna eccezione. Le barche affondate creano disagi, inquinano e talvolta subiscono il furto degli oli carburanti. Ma a Catania gli armatori hanno anche altri problemi: nel porto sono frequenti atti vandalici, furti, ma anche casi di affondamenti. E’ possibile pensare che esiste un racket dei posteggi? Inoltre, mancano le isole ecologiche per gli oli usati e la videosorveglianza. Le videocamere ci sono, ma per alcuni fatti di cronaca non è stato possibile farne uso per motivi ad oggi ignoti.”

Cosa rischiano e cosa devono fare le autorità competenti per evitare questo fenomeno che, come detto, arreca non pochi danni a pescatori e armatori?

“Io vorrei mettere in mora tutti i Ministeri interessati: la responsabilità infatti è ministeriale e non dei singoli comuni. Sul tema esiste una direttiva del Ministero dell’Interno che prevede la demolizione di tutte le imbarcazioni usate dagli scafisti. I comuni possono però fare pressione alle autorità competenti. Ad oggi la situazione è totalmente ferma dato che non sono nemmeno stati stanziati i fondi per l’abbattimento delle imbarcazioni. Nel Porto di Catania mancano i cantieri, non solo quelli per la demolizione, ma anche quelli per i pescherecci.”

Le barche usate dagli scafisti che fine fanno? Ora è possibile dare una risposta alla domanda: le imbarcazioni vanno demolite per legge, ma il più delle volte finiscono nei fondali dei porti.

 

 

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