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Il pomodoro licatese “Buttiglieddu” diventa presidio Slow Food

Il Pomodoro Buttiglieddu ha alle spalle una coltura antichissima. A Licata era oggetto di coltivazione intensiva, ma un lungo periodo buio ha fatto finire i pomodori siciliani nel dimenticatoio. Solo qualche anno fa, grazie alla grande versatilità del prodotto, il pomodoro Buttiglieddu è riuscito ad emergere, diventando presidio Slow Food.

Con l’intento di “sostenere le cosiddette colture resilienti, tutte quelle colture nate in località disagiate e a rischio di abbandono” è nata la “Comunità Slow Food di Licata”, una delle prime in Sicilia. Il progetto sarà presentato il prossimo 4 maggio ad Enna, sede dell’assemblea regionale dei soci Slow Food Sicilia.

«Le coltivazioni- aggiungono i fondatori della comunità – potranno essere orti, campi di grano, alberi e qualsiasi altro tipo di attività agricola che è tipica di un territorio e che è stata abbandonata o è a rischio di cementificazione. Le colture resilienti, si possono individuare in territori montani o in piccole isole nel mare. Hanno in comune la possibilità di essere recuperare ed inserite nell’Arca del Gusto».

Entusiasta anche il sindaco licatese Pino Galanti per l’importare riconoscimento.

«Siamo soddisfatti – commenta il sindaco – per il raggiungimento di questo importantissimo traguardo, che è il risultato dell’incessante lavoro svolto dai nostri produttori agricoli. Ciò ha  permesso di affermare con forza i valori fondamentali della tutela della biodiversità e dei saperi produttivi tradizionali del nostro territori. Stimolando, inoltre, l’adozione di pratiche produttive sempre più sostenibili».

E in cucina? Lo chef Peppe Bonsignore, sostenitore del prodotto locale, suggerisce un evergreen: Spaghetto al pomodoro Buttiglieddu al quadrato.

E.G.

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Redazione

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