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Il Polo dell’Agricoltura denuncia l’istituto Ardizzone Gioeni

Denuncia presentata alla Corte dei Conti e al Tribunale

Il polo dell’Agricoltura ha denunciato l’istituto per ciechi Ardizzone Gioeni. È stato presentato un ricorso d’urgenza al Tribunale di Catania ed una denuncia particolareggiata alla Corte dei Conti.

I fatti riguardano dei contratti stipulati tra l’ente e l’associazione che risalgono al 2016.

Attraverso più bandi pubblici il polo dell’Agricoltura si aggiudica la gestione di un’area di pertinenza dell’Istituto, un immobile ed un autocaravan. A vario titolo però i tre atti non si perfezionano.

Tutte buone le intenzioni del Polo che voleva far fruttare i beni oggetti del contratto. Ad esempio, nell’area concessa all’associazione che si affaccia su via Passo Gravina si è cercato di avviare e condurre un piccolo mercato agro-alimentare cittadino se non fosse che ad ogni costo la presidenza dell’Ardizzone Gioeni, rappresentata da Giampiero Panvini, ha cercato di boicottare la buona riuscita dell’iniziativa.

L’Ardizzone Gioeni non solo ha sacrificato con tutti i mezzi il mercato agro alimentare ma ha anche preferito lasciare deteriorare i suoi beni piuttosto che procedere ad un rapporto di collaborazione con il Polo dell’agricoltura. È questo il caso dell’antico Feudo San Vito sito a Belpasso (a proposito vedi articoli Feudo San Vito, un bene dell’Ardizzone Gioeni che finisce in malora e Agorà: area eventi e mercato boicottati).

Perchè Panvini, dopo una iniziale intesa, fa di tutto per far “saltare” i contratti. Il commissario, come infatti accade, si espone al rischio di una denuncia alla Corte dei Conti.

Allo stato quindi il Polo dell’Agricoltura si ritrova a chiedere al Tribunale, con provvedimento d’urgenza, che vengano fatti valere gli accordi. Al contempo l’associazione si rivolge al Tribunale dei Conti con una denuncia che contiene gravi accuse. Si legge la richiesta “valutare il comportamento del Presidente, oggi Commissario e del CDA dell’Istituto Ardizzone Gioeni. Coerentemente, una volta accertate le gravissime violazioni ed omissioni, provvedere di conseguenza con rinvio a giudizio anche per il dannopatrimoniale arrecato all’Ente che mal hanno rappresentato.”

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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