fbpx
LifeStyleSport

Il Pattinaggio Freestyle in Sicilia

Per chi nella vita non punta i piedi per terra bensì i pattini, si apre una realtà in Sicilia ancora poco conosciuta. Uno sport che è anche un lavoro, una passione, un impegno ed una sfida personale. Massimiliano Trovato e Eugenio Ducci, rispettivamente Presidente Regionale e Consigliere Freestyle FIHP Sicilia, ci spiegano i segreti di questo sport neo-emergente e ci parlano dell’ASD pattinaggio Freestyle “CiTy in Freestyle”, associazione pioneristica siciliana della Provincia di Catania.

2014-08-10 14.56.34

Quando nasce l’interesse della FIHP (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) verso il pattinaggio Freestyle?

Massimiliano: «Già da diversi anni FIHP Sicilia si é posta l’obiettivo di investire le proprie energie in attività relative al pattinaggio Freestyle. Purtroppo fino a non molto tempo fa, i tempi non erano maturi. Il Freestyle è un tipo di pattinaggio che, benché esista ormai da quasi un ventennio, sta riscuotendo il suo periodo di massima crescita da 5-6 anni a questa parte e questo si è automaticamente ripercosso sul nostro territorio in cui, appunto fino a qualche anno fa, non vi era alcun gruppo, atleta o associazione che potesse rappresentare questa disciplina e quindi farsi carico della sua diffusione e promozione in modo sistematico e, in particolar modo per ciò che ci riguarda, all’interno dell’ambito sportivo della FIHP. Da qualche anno a questa parte, sia come (a quel tempo) Delegato FIHP della Provincia di Catania che come semplice appassionato, mi ero personalmente interessato a questo nuovo settore ed ero venuto a conoscenza di un giovane e brillante pattinatore emergente (Eugenio Ducci) che amministrava le pattinate cittadine di un gruppo amatoriale di pattinatori di Catania e che, specializzandosi al contempo, si era profondamente appassionato al freestyle cercando di portare avanti questo sport tramite l’organizzazione di stage per le sotto-discipline ad esso afferenti, manifestazioni, esibizioni, allenamenti periodici, ecc.»

Hai parlato di discipline connesse al Freestyle e di stage per le sotto-discipline, puoi spiegarci meglio il perché dell’uso del plurale?

Massimiliano: «Come per gli altri macro-settori del pattinaggio (corsa, artistico e hockey), il Freestyle è un termine usato per riferirsi ad un insieme di discipline o attività di pattinaggio che possono essere simili tra di loro, ma anche profondamente differenti, benché aventi in comune la peculiarità della libera espressione di sé stessi mediante il proprio indistinguibile stile libero (freestyle per l’appunto) e “studiata” improvvisazione. Tra le varie discipline proprie del freestyle ricordiamo il Freestyle Slalom, lo Speed Slalom, le Slides, il Roller Cross, l’High Jump e il Free Jump, con inoltre altre categorie molto vicine e che ne condividono la stessa filosofia come l’Aggressive e la Roller Dance. Riguardo agli stage, la situazione è molto simile: negli anni Eugenio si è fatto diretto promotore organizzando numerosi stage con ospiti e atleti provenienti da tutta Italia; a tal proposito vale la pena ricordare lo stage tenuto da Francesco Maselli (storico pattinatore romano dell’Associazione ”Il Pincio”), quello tenuto recentemente da Tiziano Ferrari e Barbara Bossi (straordinari atleti italiani di freestyle) patrocinato da me stesso (allora Delegato Provinciale) e dalla FIHP Sicilia, lo stage di Marcello “Cowabunga” Riviera (famoso pattinatore italiano specializzato in High e Free Jump, ovvero salti acrobatici con e senza rampa), quello di Mauri Roller (storico pattinatore specializzato in Roller Dance), l’imminente stage che sarà tenuto dall’eclettico Enrico Perano (una fra le leggende del pattinaggio freestyle italiano), oltreché gli stage e le dimostrazioni tenuti dalla stessa ASD e dall’entourage di freestylers catanesi.»

Untitled2

Come nasce l’Associazione Sportiva Dilettantistica “CiTy in Freestyle”?

Eugenio: «CiTy in Freestyle, associazione di cui sono Presidente, è la prima Associazione Sportiva Dilettantistica siciliana ad occuparsi di pattinaggio freestyle in tutte le sue forme ed espressioni. Da questo punto di vista, come detto da Massimiliano poco sopra, è una realtà sportiva assolutamente pioneristica in Sicilia. Lo stesso Massimiliano ha voluto coinvolgermi in prima persona all’interno di FIHP Sicilia in modo che potessi esprimere al meglio, sia tramite la nostra A.S.D., sia nominando me e il collega Salvo Virga Consiglieri FIHP Sicilia per il Settore Freestyle e altre discipline, la voglia di far crescere questo settore rotellistico tramite lezioni, manifestazioni, esibizioni, allenamenti ed attività promozionali in genere, in modo da creare un movimento di freestyle siciliano ricco di nuovi atleti, nuove squadre, società, gare, competizioni, ecc.» Per saperne di più: Gruppo Facebook e Pagina Facebook

Di cosa si occupa l’Associazione Sportiva Dilettantistica CiTy in Freestyle e a chi si rivolge?

Eugenio: «CiTy in Freestyle ha come principale obiettivo la diffusione e promozione del pattinaggio Freestyle in tutte le sue forme ed espressioni (freestyle slalom, speed slalom, slides, high e free jump, roller cross, ecc.) , in modo da creare una scena di pattinaggio freestyle costituita da squadre e atleti di alto profilo sportivo e consolidata preparazione atletica che possano gareggiare in competizioni di pattinaggio freestyle afferenti alle varie discipline e livelli di difficoltà.

Il target va dai bimbi/e da 3-4 anni in su fino a… qualsiasi età! Oltre ai bambini/e ed ai ragazzi/e, l’associazione allena diversi pattinatori e pattinatrici fra adulti e genitori, assolutamente entusiasti dell’attività sportiva che svolgono con noi (venendo spesso con i propri figli). Al fine promozionale e di diffusione dello sport, il gruppo organizza lezioni di pattinaggio Freestyle in numerose palestre, presenta i suoi atleti durante esibizioni e manifestazioni, si occupa di organizzare stage, training e corsi di avviamento e perfezionamento al pattinaggio e alle varie discipline Freestyle.»

Untitled3

Di quanti atleti consta l’ASD? Chi sono i loro istruttori ed allenatori?

Eugenio: «La società è costituita da oltre cinquanta atleti, con età comprese tra i 4 anni e i 45 anni, che si allenano in diverse palestre situate fra Catania e provincia. I maestri di pattinaggio e gli allenatori sono Teresa (Vice Presidente dell’ASD) e io stesso. Teresa, fra le altre cose, è anche colei che diversi anni fa per prima in assoluto ha iniziato (in modo del tutto pioneristico per la Sicilia) l’insegnamento del pattinaggio Freestyle ad adulti e bambini. Tutt’oggi continua a seguire i suoi guinness sportivi essendo stata fra le prime Istruttrici in tutta Italia e la prima in Sicilia, ad aver avviato all’interno di palestre lezioni di Rollerobica (forma contratta per Roller + Aerobica), una bellissima e divertente attività che permette di mantenersi in forma e di far fitness/workout con il semplice uso dei pattini.»

Sembra che ci sia molto fermento all’interno di questo settore sportivo, tutto fa pensare alla nascita di altre ASD, correggetemi se sbaglio.

Massimiliano:« Certamente, oltre a CiTy in Freestyle nel 2015 è nata una nuova società indirizzata a questo tipo di pattinaggio (Triskelion ASD) con base a Paternò e legata storicamente ai fasti del pattinaggio aggressive siciliano. Inoltre io stesso sto investendo moltissimo nel Freestyle sia come Presidente Regionale FIHP Sicilia che tramite l’associazione di cui sono Presidente (Galatea Acireale), pluriennale società che ha fatto la storia del pattinaggio corsa in Italia. Inoltre Eugenio è in costante contatto con diversi nuovi gruppi siciliani (Trapani, Troina, Caltanissetta, Siracusa, per far qualche esempio) che hanno iniziato a muovere i primi passi nel freestyle e che ovviamente vogliamo far crescere in modo da portarli a diventare realtà sportive consolidate e associazioni riconosciute dalla FIHP e dal CONI.»

Che cosa caratterizza una realtà freestyle?

Eugenio: «Riferendoci in senso lato, freestyle è un termine usato in generale nello sport, nella musica e in altri ambiti, con cui si intende la volontà di esprimere se stessi per lo più tramite l’improvvisazione o, meglio, per mezzo di una “studiata” improvvisazione. Lo possiamo ritrovare nella musica (improvvisazione nel Jazz, nel Blues o nel Rap) o nello sport come ad esempio il pattinaggio freestyle, in cui una volta che si dispone di una buona base tecnica, stilistica e coreografica, è possibile (quasi) improvvisare al fine di creare delle esecuzioni specifiche e personali della disciplina che si sta eseguendo.»

IMG_1030

Come si svolgono generalmente i corsi di freestyle?

Massimiliano: «Dipende molto dal tipo di classe che si ha davanti. I più piccoli vanno innanzitutto avviati al pattinaggio. Nel far questo non occorre mai dimenticare il gioco, che deve rappresentare la principale parte dell’allenamento. L’obiettivo è quindi quello di creare dei giochi divertenti per i piccoli con il fine di farli allenare senza neppure far accorgere loro di avere i pattini ai piedi. Per le classi in cui è stata già superata la fase di avviamento al pattinaggio, occorre comprendere per quali discipline freestyle l’atleta ha maggiore attitudine. Occorre quindi suddividere la lezione in numerose attività, tutte diverse tra loro, con il fine di trasmettere al/alla giovane un livello base di confidenza con il freestyle slalom, lo speed slalom, le frenate, piccole jump, roller cross, ecc. Una volta che l’atleta si è già “specializzato” in una particolare attività, gli allenamenti divengono più settoriali prevedendo in modo più metodico una fase di riscaldamento muscolare e scioglimento delle articolazioni, una fase centrale di allenamento (più o meno intenso in base al periodo di compensazione che attraversa l’atleta) ulteriormente suddivisa in diverse e peculiari sotto-fasi ed infine una fase distensiva di stretching e allungamento muscolare.»

Le vostre “specialità” sono: freestyle slalom, speed slalom, slides, jump, roller cross e perfino “rollerobica”. Potete spiegarci meglio queste discipline? In cosa consistono?

Eugenio: «Il freestyle slalom consiste nel creare coreografie a tempo di musica effettuando delle figure (“tricks”) fra i conetti opportunamente distanziati fra di loro. Esistono letteralmente diverse centinaia di tricks i quali, uniti allo stile dell’atleta, alla musica e alle particolari combinazioni create (le cosiddette “combo”) definiscono in modo particolare l’esibizione coreografica del pattinatore.

Nello speed slalom occorre partire prontamente da una linea di start e, dopo la fase di spinta e di rincorsa, superare una linea di 20 coni facendo slalom fra di loro con un piede e nel più breve tempo possibile.

Le slides rappresentano invece l’estremizzazione del concetto di frenata, rappresentando infatti delle frenate (o, meglio, scivolate) acrobatiche molto spettacolari dimodoché l’obiettivo primario non sia tanto frenare ma piuttosto scivolare sul pavimento.

Le jump sono invece i salti. Si suddividono in due grandi categorie: free jump (salto a secco) e high jump (salto con rampa). In entrambe le discipline, oltre l’attività legata proprio al salto in alto (ossia saltare quanto più in alto possibile), esistono tutta una serie di tricks, ovvero di modi di saltare o di figure e di possibili combo, talmente variegate dal punto di vista stilistico da dare a pieno titolo il nome freestyle jump a queste discipline.

Il roller cross è una divertentissima attività di pattinaggio in cui i vari atleti si sfidano all’interno di un circuito lungo il quale sono presenti ostacoli di varia natura come coni slalom, gimkane, rampe, bank to bank, tunnel, sottopassi, salti a secco, ecc.

La Rollerobica (forma contratta per Roller + Aerobica) non fa propriamente parte del settore freestyle. Si tratta di un nuovissimo tipo di attività fitness introdotta tra il 2013 e il 2014 e praticata al momento a livello italiano da pochissimi gruppi e associazioni. Consiste nell’unire l’attività aerobica a corpo libero (simile a quella che si potrebbe fare con il workout) con nozioni di base del pattinaggio in linea. Come ci si può immaginare, essendo un’attività nata da poco, al momento si sta evolvendo con ritmi elevatissimi, noi ad esempio la uniamo sia al classico workout sia all’ABC dello slalom in modo da creare semplicissime ma efficaci coreografie con il target primario di mantenersi in forma divertendosi a far ginnastica con i roller.»

20141019_174401_HDR

Organizzate anche corsi di avviamento al pattinaggio. A chi è consigliato questo sport? Ci sono limiti di età?

Massimiliano: «Non c’è alcun limite di età per pattinare e, soprattutto, per imparare a pattinare. Certamente le caratteristiche psico-fisiche di un giovane favoriscono il maggiore apprendimento, ma non dimentichiamoci che molti grandi atleti di pattinaggio hanno mosso i primi passi con i pattini in età adulta. Non possiamo quindi che consigliare a chiunque di mettersi i pattini ai piedi. I benefici del pattinaggio a rotelle sono molteplici: il livello medio di consumo energetico è fra i più alti fra tutti gli sport, inoltre pattinando si stimola e si sviluppa l’equilibrio e l’elasticità delle principali articolazioni degli arti inferiori, superiori e della colonna vertebrale, oltre alla capacità di percezione di sé. Il pattinaggio in generale è una delle attività più indicate per un buon sviluppo del rapporto “sistema nervoso centrale/apparato locomotore”. Inoltre migliora la capacità respiratoria e la capacità di ossigenazione dei tessuti, attraverso la vasodilatazione indotta dal movimento e dalla forza muscolare, principalmente degli arti inferiori, dei glutei, dei muscoli addominali, dei muscoli dorsali ma anche dei muscoli delle braccia.»

Le maggiori soddisfazioni e difficoltà di questo sport? Fra le difficoltà, la paura di cadere può essere un fattore di blocco nell’apprendimento?

Eugenio: «Dal punto di vista di noi allenatori le maggiori soddisfazioni derivano nel vedere una realtà sana associata al nostro sport crescere sempre di più, senza limiti di età, con atleti che migliorano di mese in mese, cercando di superare i propri limiti e le crescenti difficoltà tecniche proprie del freestyle in modo razionale e sistematico. Per quanto riguarda la paura delle cadute, esse devono essere viste come un momento per migliorarsi, rialzandosi, comprendendo cosa è andato storto, e continuando con gli allenamenti più forti, preparati e consapevoli di prima. Ovviamente per far si che le cadute non rappresentino invece una fonte di infortunio, è di fondamentale importanza non solo indossare le protezioni durante l’intero periodo di avviamento al pattinaggio, ma è anche importantissimo imparare a cadere, ed è proprio per questo che una percentuale del nostro training d’avviamento è dedicata alle tecniche di caduta a terra. Solo imparando bene a cadere, le cadute possono trasformarsi da fonte di potenziale pericolo ad una fonte di apprendimento e miglioramento.»

Untitled5

Dove vi riunite per allenarvi con le vostre “acrobazie”? A Catania ci sono delle aree attrezzate o adatte ad accogliervi?

Massimiliano: «Qualsiasi disciplina di Freestyle può essere eseguita all’interno di una palestra, in una piazza, o in generico luogo che abbia superfice abbastanza ampia e con una pavimentazione adeguata. Le lezioni e gli allenamenti degli atleti vengono fatte all’interno di palestre al chiuso, ad esempio al momento vengono svolti corsi di pattinaggio freestyle in alcune palestre site a San Gregorio, Cerza ed a Catania all’interno della palestra dell’Oratorio Salesiano San Filippo Neri.

Per quanto riguarda eventuali allenamenti personali, come dicevo, questi possono essere effettuati in qualsiasi luogo che abbia una pavimentazione sufficientemente ampia, piana e con una giusta aderenza. Ovviamente la specificità di alcune discipline come ad esempio il pattinaggio aggressive richiede luoghi con strutture appositamente disegnate e realizzate allo scopo.»

Parlando dell’hobby del pattinaggio fitness, pensate che le nostre strade siano sicure per chi pratica il pattinaggio a livello amatoriale?

Eugenio: «Sicuramente da noi sia le condizioni del manto stradale che il comportamento degli automobilisti sono fattori che richiedono al pattinatore street/urban un livello di destrezza e prontezza di riflessi superiore rispetto a luoghi in cui, grazie ad esempio alla presenza delle piste ciclabili o a un codice della strada maggiormente rispettato, si può pattinare con più tranquillità. Da questo punto di vista sembra che l’amministrazione si stia sempre più sensibilizzando focalizzandosi sul progetto di una pista ciclabile che possa coprire una lunga tratta costiera che vada dal lungomare di Catania ad Aci Castello.»

Perché il pattinaggio è uno sport poco affermato al sud? Che messaggio vorreste mandare per promuovere in Sicilia il Freestyle? Perché avvicinarsi a questo genere di sport?

Massimiliano: «Il pattinaggio di tipo agonistico in Italia è uno sport sempre più praticato e con una diffusione via via sempre più capillare. Al contrario, soprattutto al sud, il pattinaggio hobbistico e amatoriale soffre soprattutto la mancanza di ampie strade e luoghi di ritrovo come piazze e grandi parchi che permettano a questo sport (come a tanti altri) di crescere e rinnovarsi. Il messaggio che ci preme inviare per promuovere il nostro sport a 360 gradi consiste nel richiamare l’attenzione verso i grandissimi benefici fisici (poco sopra elencati) che si hanno nel praticare il pattinaggio, ricordando inoltre che è uno degli sport con la più elevata percentuale per quanto concerne la possibilità di socializzazione e confronto fra le persone e gli atleti.»

Untitled6

 

Tags
Mostra di più

Redazione

Quotidiano on-line siciliano

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.