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Il Palermo Calcio non fallisce

Respinta l'istanza di fallimento. Per il Tribunale, i conti sarebbero a posto

Il Tribunale di Palermo ha respinto l’istanza di fallimento del Palermo Calcio presentata dalla Procura. A deciderlo è stato il collegio composto dal presidente Giovanni D’Antoni, dal giudice delegato Giuseppe Sidoti e dal giudice anziano Raffaella Vacca. I conti del Palermo sarebbero a posto.

Rigettata completamente l’istanza e dopo quattro mesi di fiato sospeso, la squadra rosanera riparte. Non c’è il rischio di insolvenza per il club del presidente Giovanni Giammarva e del patron Maurizio Zamparini. Dunque, è stata rigettata la richiesta avanzata dalla Procura palermitana lo scorso novembre.

La Società ha espresso soddisfazione per l’esito positivo del giudizio che “ha confermato nelle motivazioni – ha dichiarato il presidente – che la situazione del Palermo Calcio si è progressivamente evoluta sino a consentire la collocazione della Società in prossimità dei valori massimi raggiunti da Società del settore, come Juventus, Roma ed Inter. Da oggi le nostre energie potranno concentrarsi sull’importante obiettivo della promozione in Serie A”.

Il tribunale ritiene che allo stato degli elementi oggetto di valutazione e della situazione attuale, pur a fronte di una indubbia esposizione debitoria della società (destinata ad aggravarsi in caso di mancato recupero del credito Alyssa e/o altri introiti correlati a conseguimento di determinati risultati sportivi), non sussista lo stato di insolvenza attuale del Palermo”. Lo scrivono i giudici Giovanni D’Antoni, Giovanni Sidoti e Raffaella Vacca nelle motivazioni della sentenza di rigetto dell’istanza di fallimento del Palermo avanzata dalla Procura.

“Le stesse analisi di valutazione del rischio – proseguono i giudici – anche portando alle estreme conseguenze, le ipotesi di stress test sulla realizzabilita’ del credito verso Alyssa, non fanno intravedere nel breve periodo una situazione irreversibile, ove le indubbie situazioni di criticita’ siano fronteggiate con adeguate azioni di gestione delle tensioni finanziarie che dovessero emergere medio tempore”. Il tribunale ha anche sottolineato che “l’ulteriore produzione documentale della procura fornita in udienza non incide in alcun modo sulla ricostruzione operata”.

(Fonte Ansa)

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Redazione

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