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Il Padrino Tour. Pogliese non ci sta

Pogliese: "Mi auguro che ci sia un oggettivo ripensamento"

“Il Padrino Tour” ha irrotto nell’opinione pubblica catanese. I cittadini si esprimono su posizioni diverse. Da un lato, chi si limita a difendere le borgate dove sono state girate alcune scene del film di Francis Ford Coppola. Dall’altro, chi è stanco di vedere alimentare per fini lucrativi lo stereotipo mafioso legato alla Sicilia e ai siciliani.

Pogliese: “Mi auguro che ci sia un oggettivo ripensamento”

La fermata è proprio in piazza Duomo, a pochi passi da Palazzo degli Elefanti. Lì, l’agenzia Tourist Service raggruppa i turisti italiani e stranieri che da Catania intendono visitare i luoghi del set cinematografico del film “Il Padrino”, nel messinese.

Nella frenesia ordinaria dei nostri tempi, bombardati dalle immagini e dai mille pensieri, i manifesti promozionali del tour erano passati (quasi) inosservati. Dopo i dovuti approfondimenti, il sindaco di Catania Salvo Pogliese non ha dubbi.

«Ci dispiace constatare che ci sia ancora qualcuno che vuole capitalizzare un vecchio stereotipo del passato che ci saremmo augurati fosse stato definitivamente accantonato», afferma rammaricato.

«Mi riferisco ovviamente al binomio Sicilia – mafia», precisa. «È un fatto molto triste che noi apprendiamo dalla stampa. Mi auguro che ci sia un oggettivo ripensamento da parte di chi pensa di capitalizzare per fini economici un binomio che è opportuno cestinare in maniera definitiva».

Nessun cenno, tuttavia, sulla fermata non autorizzata – stando alle nostre fonti al Comune di Catania. Eppure, il rispetto per la legalità e il deciso contrasto a ogni forma di abusivismo è il mantra nella “città del ricatto”.

Controlli in arrivo per Tourist Service? Sarebbe il minimo insieme a una mano sulla coscienza del gestore che, da siciliano, dovrebbe anteporre l’immagine della cultura e dell’identità dei catanesi e dei siciliani al denaro.

Oppure c’è dell’altro che sfugge all’ingenuità (finta o presunta) di chi crede possibile un riscatto sociale? I tempi sarebbero anche maturi come sottolinea anche il primo cittadino.

Ai catanesi perbene la mafia in tutte le sue declinazioni e manifestazioni sta stretta: preferiscono la bellezza.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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