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Il Padrino Tour. La replica dell’agenzia

“Il Padrino Tour” non esiste più. Questa mattina, infatti, l’agenzia Tourist Service ha rimosso i manifesti promozionali e cancellato le visite programmate sul set messinese del film “Il Padrino”. La presa di posizione del primo cittadino, Salvo Pogliese, è stata determinante.

Il Padrino Tour. La replica e la smentita al Comune di Catania

«Ci scusiamo in maniera sincera e sentita se la nostra nuova proposta turistica abbia turbato la sensibilità di alcuni cittadini catanesi». A scriverlo è l’agenzia situata nei pressi di Palazzo degli Elefanti, sede del Comune di Catania. Nei giorni scorsi balzavano agli onori delle cronache per l’organizzazione della visita guidata “Il Padrino Tour”

«La nostra iniziativa è solo finalizzata alla visita turistica di luoghi noti come set cinematografici», giustifica l’agenzia. «La Tourist Service si occupa esclusivamente dell’organizzazione di tour in tutta la Sicilia e abbiamo inserito questa escursione ricercata così come proposta da innumerevoli altre agenzie del settore».

«Noi ci occupiamo solo di turismo e certamente AUTORIZZATO», risponde l’agenzia ai dipendenti del Comune di Catania che hanno accertato, su nostro pressante invito, la mancata richiesta di autorizzazione per la fermata in Piazza Duomo. Un’autorizzazione che non sarebbe potuta pervenire essendo la piazza di pregio storico, artistico e culturale chiusa al traffico, almeno in linea teorica.

O forse l’agenzia non ne era a conoscenza? Possa dunque l’informazione tornare utile in futuro all’agenzia, con l’auspicio che temi che riconducono alla mafia vengano cancellati dai loro programmi.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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