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Pantajazz e colonne sonore. “Introspective and Reflective”, il nuovo EP dei Pantomima Band

Dopo “New Adventures in Pacchioland”, il dissacrante trio “Pantomima Band” ritorna in scena con il nuovissimo EP “Introspective and Reflective”.

La tribute band di se stessi

Ad incontrare i componenti della band catanese per i lettori dell’Urlo è Debora Borgese, in occasione di un “Pantaperitivo”, termine coniato per l’occasione utile a descrivere il nuovo lavoro discografico.

«Questo nuovo album non ha nulla di commerciale, è “pantajazz”. Siamo molto critici e polemici con tutto il vecchiume che caratterizza la scena jazz:  facciamo un po’ polemica, un po’ ruffiana, un po’ stolta», dichiara Peppe Schillaci, in discografico bassista, chitarrista, ingegnere del suono e social media manager.

L’EP, “Introspective and Reflective”, si presenta come un prodotto sperimentale, contaminato da diversi generi. I quattro brani si immergono in sonorità dilatate e molto vicine al genere della colonna sonora. Un lavoro certamente diverso rispetto al primo album, dal titolo particolare e comprensibile ai più solo a Catania.

«New Adventures in Pacchioland, il primo album, è stato più un concept di questa disavventura in una terra sconosciuta. Mentre il nuovo EP è molto più riflessivo», continua Schillaci.

La nascita di “Introspective and Reflective”

Nato in un pomeriggio invernale, registrato circa un anno fa ma abbandonato nei meandri dell’hard disc per poi venire riscoperto e pubblicato ad un anno esatto dalla creazione: una gestazione non facile quella dell’EP.

Ma certamente, in soli quattro brani è possibile percepire la personalità di ognuno dei componenti.

«Il tipo di progetto che abbiamo deciso fin dall’inizio di metter su, ci porta a trasferire tutto ciò che abbiamo in mente: emotività, rabbia, allegria. Quel poco di tecnica che abbiamo è funzionale a quello che vogliamo dire in quel momento. Questa è la cosa positiva di suonare con questo trio di gente strana e astratta: possiamo dire quello che vogliamo, ma riusciamo a comprenderci perché, in fin dei conti, parliamo la stessa lingua», dichiara Antonio Aiello, mente pensante di Pantomima.

Pantomima Band

Pantomima band è un trio che spazia dall’impro radicale atonale a forme più sincopate di jazz da camera spaziando da momenti frenetici a panorami sonori soft jazz. L’aggiunta del synth alla strumentazione tradizionale (contrabbasso, batteria e chitarra elettrica) conferisce un tocco moderno e personale alla band che riesce a superare gli stilemi classici dell’impro jazz.

Antonio Aiello – Contrabbasso
Musicista, scrittore, attore.

Giuseppe Schillaci – Chitarra, Sintetizzatore
Bassista, chitarrista, ingegnere del suono.

Andrea Sciacca – Batteria
Batterista, “percuotitore” di oggetti (sonori e non propriamente sonori), rumorista

 

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