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Il neonatologo arrestato al San Marco respinge le accuse

Respinge ogni accusa appellandosi al protocollo nazionale Romagnoli, il neonatologo dell’ospedale San Marco di Librino Alessandro Rodonò. Il medico si trova attualmente relegato ai domiciliari per concussione.

La vicenda vede il coinvolgimento di quattro famiglie che accuserebbero il neonatologo di aver “sollecitato”, dietro lauto compenso, ecografie encefaliche a neonati prematuri. Tali esami, però, in realtà sarebbero stati totalmente inutili rappresentando solo un’occasione per far arricchire il medico.

Alessandro Rodonò, assistito dall’avvocato Santi Terranova, ha respinto dunque ogni addebito nel corso dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminare. Nelle tre cartelle depositate al Gip, il neonatologo spiega di aver attuato il protocollo nazione Romagnoli. Quest’ultimo, infatti, prevede nei casi di bambini nati prematuramente, esecuzioni di ecografie dalla nascita a distanza di una settimana dall’altra, sino alla 35 settimana e a settimane alterne dopo la 36 settimana.

Il legale del medico ha presentato ricorso al Tribunale della libertà.

E.G.

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Redazione

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