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Il murale su Impastato si farà sulla Circonvallazione

“La mafia uccide, il silenzio pure”. La celebre frase di Peppino Impastato e la sua effigie, al centro di una querelle che ha coinvolto il liceo scientifico Galileo Galilei di Catania, campeggeranno sulla Circonvallazione di Catania, accanto all’istituto: è la decisione scaturita da una riunione fra preside, sudenti e promotori, dopo le polemiche dei giorni scorsi, conseguenza del “no” della preside, Gabriella Chisari, al progetto presentato dall’associazione Interact. Sui muri esterni della scuola, invece, ci sarà un altro murale sul tema della legalità frutto di un concorso di idee che coinvolge tutti gli studenti del Galilei e che sarà realizzato durante la Giornata dell’Arte e Creatività.

Nei giorni scorsi, in seguito all’eco che la vicenda ha avuto sui media e sui social network – con prese di posizioni autorevoli, come quella del noto musicista Roy Paci – la preside aveva ritenuto di dovere chiarire il proprio operato in una nota publicata nel sito dell’istituto, nel tentativo di stemperare la polemica. Nel frattempo, sulla pagina Facebook del musicista fioccavano le offerte di ospitare il murale “proibito”: sindaci di vari comuni, non solo siciliani, e dirigenti scolastici di istituti di ogni parte d’Italia hanno fato la propria disponibilità. Alla fine, dopo un incontro cui ha preso parte anche il consigliere comunale di Catania Agatino Lanzafame (Pd), si è deciso di realizzare sulla Circonvallazione il murale proposto dall’associazione Interact. Ad annunciarlo è lo stesso Lanzafame: “Il murales si farà, anzi i murales saranno addirittura due”. Per la realizzazione del murale contestato, fra l’altro, arriva anche il via libera dell’assessore All’Urbanistica Salvo Di Salvo.

Soddisfatta della soluzione anche la professoressa Chisari: “Il Galileo Galilei – ci tiene a chiarire – è da sempre in prima linea nella promozione del tema della legalità e della lotta alla mafia, e le nostre tante iniziative in tal senso lo dimostrano. I ritardi di questi mesi, che comprensibilmente hanno destato l’apprensione dei promotori del murale su Impastato, derivavano soltanto dalla volontà di coordinare tale iniziativa con le altre iniziative della scuola. E alcuni consigli e adempimenti formali sono stati  – sostiene la preside Chisari – male interpretati. Adesso, con la realizzazione dei due murales, dimostriamo ancora una volta da un lato il nostro impegno per la lotta alla mafia e dall’altro la volontà di coinvolgere tutta la comunità studentesca”.

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