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Il mondo delle palestre dimenticato dallo Stato

Dopo oltre un anno di chiusura quasi una palestra su tre non riaprirà più

È ufficiale: il Governo segna sul calendario la riapertura delle palestre per l’1 giugno nelle zone gialle. 

Ma c’è davvero poco da gioire!

Un settore, quello del fitness, completamente dimenticato su cui lo Stato ha fallito e che rischia il collasso. Sia chiaro, lo sport agonistico in questo anno di pandemia si è salvato, compreso il calcio di serie A. E non importa se decine di giocatori sono risultati positivi al Covid 19. Guai provare a bloccare i milioni di euro che interessano ai potenti e ai potentati. Non si è esitato a fermare, però, il mondo dell’endurance, del bodybuilding, della danza, del nuoto e di tutto il comparto dilettantistico. 

Una vera e propria strage silenziosa

“Ristori” pari a zero per l’80% del comparto ed elemosine per i restanti.

A questo si aggiungono le centinaia di migliaia di operatori fermi senza alcun reddito (istruttori, personal trainer, assistenti bagnati nelle piscine, addetti alla segreteria, personale delle pulizie, gli stessi piccoli imprenditori del settore.)

Era il 18 ottobre scorso, quando il Premier Conte, in conferenza stampa a reti unificate, annunciò l’ultimatum alle palestre in merito al rispetto delle direttive. Un’ammonizione ingiustificata che fece arrovellare lo stomaco a molti titolari di strutture sportive che sin da maggio avevano rivoluzionato completamente i locali. Attrezzi distanziati, igienizzanti ovunque, ingressi scaglionati, fasce orarie, monitoraggio ingresso ed uscita dei soci.

Non un solo focolaio si è mai diffuso a partire dai centri sportivi. Ma nonostante tutto questo, arriva lo sgambetto del Governo Conte con la chiusura di ottobre. E intanto sotto gli occhi di tutti: file chilometriche fuori i centri commerciali, affollamenti nei supermercati, assembramenti nelle piazze, spostamenti di flussi di persone in occasione delle festività.

Lo sport è salute

Oltre i danni economici è opportuno menzionare i danni alla salute. Perché, diciamocelo chiaramente, la frequentazione delle palestre aiuta a star bene, facendo risparmiare  miliardi al Sistema Sanitario Nazionale.

Purtroppo a Palazzo Chigi, ma anche nel Parlamento, non hanno compreso l’indispensabilità di questo settore. La funzionalità delle strutture sportive aiuta la psiche, aiuta i giovani e i meno giovani ad impiegare il loro tempo in modo salutare. 

Ma d’altra parte viviamo in uno Stato che ha trattato la scuola come un bene “non essenziale”. Chiedere di capire che lo Sport è vita, è medicina senza controindicazioni, è la cura, sarebbe forse troppo ambizioso!

Allenamenti outdoor

Indubbiamente, in tutto ciò, un duro colpo lo ha subito anche chi delle palestre era un assiduo frequentatore.

Lo sport e il Fitness per moltissimi rappresentava, e rappresenta, un vero e proprio stile di vita e la chiusura protratta per molti mesi ha influito non poco nella quotidianità di ciascuno.

Per evitare di fermarsi del tutto, pertanto, ci si è organizzati con allenamenti online e con gli allenamenti outdoor sotto la supervisione dei trainer. 

Fra corsa, tappetini sull’erba, elastici, trazioni, i pachi cittadini sono diventati i nuovi templi dello sport. 

A Catania al Parco Gioieni, ormai da mesi si tengono le lezioni di allenamento funzionale (TRD) di Lussien Cristina. Anche la Virgin Active, da qualche settimana, ha fatto partire i corsi di funzionale, pilates e yoga all’aria aperta per i propri soci. Altra area attrezzata per lo sport è quella del Lungomare, ma non manca di imbattersi in allenamenti outdoor anche alla Villa Bellini o negli spazi esterni antistanti le palestre, come sta facendo lAltair.

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