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“Il mare catanese non è mai stato così inquinato”

“Il mare catanese non è mai stato così inquinato”. Dopo i sospetti, le smentite e le ricostruzioni della scorsa settimana, il presidente provinciale dell’Enpa di Catania Cataldo Paradiso ci aiuta a vederci chiaro. Cosa sta succedendo alle nostre acque?

Su un punto, non si discute: la playa catanese si trova in uno stato di salute preoccupante. “Sono qui dal 2003 – dichiara il presidente provinciale dell’Ente – e non ho mai registrato una simile strage di tartarughe. Nelle altre zone d’Italia non sta avvenendo lo stesso, evidentemente questo vuol dire che a Catania il mare è di gran lunga più inquinato”.

Sono più di trenta le tartarughe morte negli ultimi due mesi. Sulla causa, finalmente abbiamo delle risposte. “Ho parlato telefonicamente con l’Istituto Zooprofilattico di Palermo – spiega Paradiso – che ha effettuato le analisi sullo stato dell’acqua. A determinare la morte delle tartarughe, non sono infezioni e virus come temevamo, ma l’ingerimento di rifiuti solidi“.

Dunque sacchetti di plastica, bottiglie e simili. Niente a che vedere con gli scarichi fognari, secondo quanto l’Istituto di Palermo ha comunicato al presidente provinciale dell’Ente protezione animali. “In ogni caso, la responsabilità è interamente dell’uomo – continua Paradiso –  stando ai dati attuali, possiamo dire che una tale moria di tartarughe non si sta registrando in nessun’altra parte d’Italia”.

Lo scorso week-end, i social si erano riempiti di foto e commenti indignati. A causare l’ansia dei bagnanti e delle associazioni ambientaliste, infatti, sarebbe stato uno sversamento di petrolio al porto di Catania. Ma la notizia di un immediato divieto di balneazione, nonostante le smentite, aveva lasciato molti catanesi a casa. Infatti, tra chi fomentava allarmismo e chi dubitava dei rilevamenti effettuati dall’Arpa, c’erano loro: i catanesi e i turisti. In un limbo infernale affidato al libero arbitrio: tuffarsi o non tuffarsi?

Le istituzioni, secondo l’Enpa Catania, “continuano a disinteressarsi a questo gravissimo fenomeno” di cui ora però conosciamo la causa. Intanto, l’Ente per la protezione degli animali promette di non fermare la propria battaglia. Per fortuna, negli ultimi due giorni non sono stati ritrovati altri esemplari deceduti.

Chiederemo più test – conclude Paradiso – per contrastare l’abbandono incontrollato di rifiuti, aumentare la pulizia delle spiagge e ispezionare le barche. Informeremo tutti gli organi preposti. Dobbiamo fare qualcosa”.

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Serena Di Stefano

Versatile, volubile e più frizzante della Citrosodina, se fossi un sapore sarei di certo il sale: piacevole solo se a piccole dosi. Orientamento religioso-ideologico-politico-culturale: Pier Paolo Pasolini. Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Editoria e Scrittura, ho fatto due scelte che mi ero detta “non avrei mai compiuto”: tornare a Catania e fare giornalismo. A occhio e croce, il mio vocabolario fatica a legittimare le parole “mai” e “sempre”, per tutto il resto però c’è il “Sinonimi e contrari” sul comodino. Promemoria per la scrittura: scrivere soltanto notizie vere, utili e imparziali. Promemoria per la vita: sorridere e ringraziare.

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