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Il diritto di contare: un film da far vedere nelle scuole

Il diritto di contare, un film che prende spunto da una storia vera, una pagina della storia della NASA che non era conosciuta, una storia le cui protagoniste donne e nere fanno la differenza, incarnano il sogno di emancipazione e carriera in una America degli anni sessanta, contribuendo in modo fondamentale al progetto della NASA e alla conquista dello spazio -altro sogno americano-.

Di fatto senza la Johnson, in particolare, John Glenn non sarebbe stato il primo americano nello Spazio, o forse sarebbe morto in missione. Senza di lei, gli Stati Uniti non avrebbero messo piede e bandiera sulla luna.

Le attrici protagoniste sono le bravissime Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe, affiancate da Kevin Conster e Kristen Dunst, Jim Parsons – un cast bianco scelto con cura-. Queste donne si scontrano contro un mondo maschile e maschilista, contro il razzismo e il sessismo, ma il film scorre piacevolmente senza eccesso di sentimentalismo, o di facile retorica.

L’ambiente in cui accadano i fatti è quello della Virgina del 1961, quando Kennedy stava ancora lavorando sulle leggi che avrebbero garantito i diritti civili alla popolazione afroamericana e che sarebbero sfociate nel Civil Right Act, o dell’istituzione della Commissione Presidenziale sullo Status delle Donne.

Grazie ad un linguaggio fluido e diretto, ad una narrazione lineare che aiuta ad evidenziare lo spessore politico e sociale del film, si racconta una storia che ha vari risvolti. Ed anche per questo che il film dovrebbe essere visto da tutti, proiettato nelle scuole, per dare una ulteriore lezione su cosa sia il razzismo, e su quanto sia importante studiare, avere un sogno e un ambizione, per affermarsi nella vita.

Il regista Melfi è stato abile nel non cedere alla melassa, mettendosi a servizio della storia, dei personaggi e delle loro vicende, come quando racconta l’episodio in cui Katherine deve correre per un km ogni volta che deve andare in bagno, perché nella palazzina dove svolge il suo nuovo, importante compito, di bagni per “colored” non ce ne sono, e ribatte con un burbero ma pragmatico Conster -nei panni di Al Harrison, director of the Space Task Group–  che sbotta ” … qui alla NASA la pipì è tutta dello stesso colore“.

Ottima anche la scelta della colonna sonora, soul e jazz, perfetta.

Un film che fa riflettere anche sul passare degli anni, appena cinquant’anni fa, sui diritti conquistati appena ieri e su quello che c’è ancora da fare e da raccontare, anche attraverso un film!

 

Trama: L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.

Trailer: Il diritto di contare

 

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Giada Condorelli

Un incrocio di razze, culture e religioni, fa di me una curiosa cronica. Padre siculo normanno, da Lui eredito creatività ed amore per l'arte in tutte le sue forme. Madre libica di origine armena, da Lei eredito la forza di volontà ed il valore dell'arricchimento reciproco. Una Laurea in Politica e Relazioni Internazionali, un matrimonio d'amore, un Blog e infiniti sogni. Del multitasking ho fatto una filosofia di vita. Appassionata di moda senza esserne schiava, beauty addicted, amante del healthy food, per necessità, con mise en place chic! Foto e lifestyle sono parte integrante delle mie giornate...Pinterest ed Instagram la mia ossessione. Riesco a trovare la bellezza in ciò che vedo e la positività in ciò che accade. "L'eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai" ( Audrey Hepburn )

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