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Psiche e Società

Il dipendente affettivo: donne e carnefici

Il dipendente affettivo. Questa settimana è stata celebrata la giornata contro la violenza sulle donne. L’Urlo ha parlato delle donne maltrattate da due punti di vista, l’importanza della denuncia e i tempi della giustizia troppo lunghi per essere efficaci.

Perché le donne maltrattate non denunciano?

Ci sono tante risposte a questa domanda, ma una spiegazione alternativa è la dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva è un disordine relazionale tra due persone generalmente partner. Il disordine implica nella vittima una visione di sé stessa distorta. Per esempio: “Mi merito tutto questo” o ancora “Non merito di essere amata” o “È colpa mia”.

Sia un uomo che una donna possono essere dei dipendenti affettivi

La dipendenza affettiva si origina da una visione distorta di sé e dell’altro. Il dipendente affettivo, si illude di poter controllare la relazione, farà di tutto per poter prevedere la risposta dell’altro.

La realtà e l’immaginazione di quella relazione devono corrispondere

Tutti noi sappiamo che cosa significa stare dentro una relazione amorosa e reciproca, conosciamo le “fasi” della relazione. L’inizio quando tutto è bellissimo, ovvero, nella fase dell’innamoramento, si fa di tutto per conoscersi e per far conoscere il meglio di noi.

Il tempo passato insieme è meraviglioso.

Dopo di che, la relazione diventa più matura. La coppia si stabilizza e non è più in fase di sperimentazione bensì di condivisione, si crea un rapporto di fiducia e di reciprocità.

I partner condividono l’uno la vita dell’altro, creando spazio per la relazione e trovano equilibri tra interessi personali e di coppia.

Infine, se la relazione diventa duratura e continua, viceversa, si ha l’esperienza della separazione e della perdita.

Più i partner saranno autentici e creativi nel trovare delle soluzioni ad una possibile crisi, più sia a livello individuale che di coppia si assisterà ad una crescita, una maturazione.

Cosa succede nella relazione con un dipendente affettivo?

Il dipendente affettivo, si cristallizza nella priva fase, quella di innamoramento, e farà di tutto affinché quelle emozioni possono essere provate il più a lungo possibile.

Il partner viene idealizzato, e il dipendente vive con angoscia ogni cambiamento.

Perché ogni modifica della relazione è vissuta come un pericolo, con la possibilità che tutto finisca. In questo modo la coppia non può maturare, non si va allo step successivo, non si ci fida della stabilità della relazione.

Il dipendente affettivo costruirà tutta la propria realtà intorno agli interessi dell’altro, perdendo di vista le sue esigenze ed i suoi bisogni pur di stare vicino al partner.

La vita della persona con dipendenza affettiva gira tutta in torno al compagno, e senza quest’ultimo la vita non ha senso. Lui è l’unico a poterla aiutare, a porre fine alla sua angoscia e a mantenere la sua autostima. Ma è anche il polo di rabbia e odio.

Il partner si trasforma come “una droga”, come unica possibilità di provare eccitazione e motivazione a vivere.

Se il partner abusa del dipendente affettivo che succede?

Il dipendente affettivo non farà nulla, poiché il centro della loro vita è il loro carnefice, senza di lui la vita non ha senso.

Per la persona dipendente la separazione è inconcepibile, e per questo la sua posizione è sotto scacco.

Pur di non essere abbandonato e quindi rimanere da solo, il dipendente è disposto a mettere da parte i propri desideri, fino ad arrivare, nei casi peggiori, ad accettare qualunque umiliazione maltrattamento e ricatto.

La relazione smette di essere reciproca, i ruoli sono quello del dipendente sempre alla ricerca di conferme e sicurezze e il partner “il forte” , in apparenza, della relazione.

Ma chi è il partner del dipendente affettivo?

Il dipendente affettivo è attratto da relazioni difficili. La persona equilibrata, che corrisponde il sentimento di amore in maniera reciproca, viene percepito come noioso e rischioso.

Una relazione matura e reciproca lascia il dipendete affettivo sbalordito, in quanto non abituato. Inoltre, la visione svalutante che ha di sé fa crescere in lui la percezione di non meritarsi quel rapporto di reciprocità con un così partner amorevole.

Tale percezione può arrivare fino a vedere la persona che gli da quelle attenzioni con sospetto e percepirlo, per questo motivo, falso.

La relazione sana è vista come pericolosa, poiché se dovesse finire sarebbe per il dipendete affettivo troppo doloroso.

Il dipendente affettivo, quindi, ricerca una relazione impari, poiché conferma la visione che ha di sé, svalutante.

Il dipendente affettivo è attratto da persone problematiche

Perseguendo tale ideale di amore, il dipendente affettivo scrive il proprio destino legato a relazioni inadeguate ed insoddisfacenti, pieno di sofferenza.

Le persone problematiche possono essere dei narcisisti psicopatici o sadici,(M.Borgioni) tutte personalità molto affascinati e seduttive all’inizio della relazione. Il dipendente affettivo vede subito in loro un ideale in quanto sicuri di sé e di quello che fanno.

Un ideale al quale aspirare e dal quale dipende la propria ragione di esistere.

Tutto parte da questa illusione di sicurezza data dal partner che però la porta, nonostante tutto, alla tanto temuta solitudine ed isolamento, impossibilitata a lasciare il suo ideale anche se le fa del male.

Questa è una possibile spiegazione, e per tutto il resto?

Importante per chi si rispecchia in questa visione, di denunciare e chiamare il 1522 perché non serve prendere schiaffi per subire violenza, non sottovalutiamo la violenza psicologica.

Inoltre, di andare da uno psicologo psicoterapeuta e rivolgersi alle strutture che si occupano di donne maltrattate, perché tutti meritiamo una vita migliore, una vita in cui si sceglie di condividere la propria esistenza con una persona che ci ami per quello che siamo e chi ci rispetti.

Se vogliamo cambiare possiamo farlo soprattutto con il nostro impegno.

Il cambiamento deve partire da noi.

Perché se aspettiamo gli altri, un salvatore, non arriverà.

Possiamo salvarci chiedendo l’aiuto adeguato.

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