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Il delitto di Alatri in “Emanuele nella battaglia” alla Legatoria Prampolini

Da un grande regista, un romanzo-reportage su un celebre capitolo della cronaca nera italiana degli ultimi
anni: l’omicidio di Emanuele Morganti, più noto come il delitto di Alatri. Giorno 18 Gennaio alle 19:30 lo scrittore Daniele Vicari incontrerà il pubblico catanese presso la Legatoria Prampolini in Via Vittorio Emanuele II, 333.

Qui noto regista italiano (“Prima che la notte”, “Diaz”) presenterà il suo primo romanzo “Emanuele nella battaglia” edito per Einaudi accompagnato da Claudio Fava e Giuseppe Lorenti.

Il libro

Alatri, provincia di Frosinone, nel cuore della Ciociaria. Nella notte tra il 24 e il 25 marzo del 2017 un ragazzo, Emanuele Morganti, viene picchiato a morte davanti a una discoteca. Nessun movente che possa spiegare la violenza degli assassini, arrivati a sfondare il cranio a un ventenne che stava trascorrendo una serata come tante tra amici. Difficile ricostruire il groviglio delle circostanze in cui tutto è accaduto in questa cittadina. Questa, che all’improvviso si ritrova catapultata su giornali, telegiornali, social, trasmissioni d’intrattenimento. Mentre l’Italia intera, commossa, famelica, o soltanto curiosa, si stringe attorno alla famiglia e alla comunità in un cocktail di dolore vero, gogne mediatiche, aggressioni via web, speculazioni.

Poi, dopo tanto clamore sul «delitto di Alatri», arriva l’oblio. Ed è in questo oblio, nel cono d’ombra in cui si affollano interrogativi e ferite, che s’inabissa il romanzo-reportage di Daniele Vicari, con il pudore di chi ha intimità con quei luoghi, i boschi di castagni tanto amati da Emanuele. Quella famiglia Morganti di cui l’autore prende a seguire le esistenze quando sembra non ci sia più nulla da raccontare.

“Non si risparmiano domande scomode”

È lì che si ritrova Emanuele vivo, il ragazzo innamorato della natura e della vitalità, è lì che si dipanano fili e frammenti segreti che collegano fatti, circostanze, amici fraterni, nemici camaleontici. Una comunità intera che va ben oltre i confini della provincia e, con le sue contraddizioni abissali, interroga l’Italia tutta, i mass media, la
gente comune. E persino chi, come Daniele Vicari, da regista e ideatore di storie in cui la verità e l’immaginazione si mescolano, contribuisce a creare mondi che, in una distorsione folle quanto imprevedibile, potrebbero anche fare da sfondo a gesti inauditi. Perché “Emanuele nella battaglia” è uno di quei libri in cui, alla fine, non si risparmiano domande scomode e disagi nemmeno a chi prova a ricostruire, scrivere, restituire e far durare nella memoria collettiva le pieghe più segrete di quella stessa storia.

E.G.

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Redazione

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