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Il crollo dei sogni narrati nel nuovo noir da Bruno Morchio

Lo scrittore e psicologo genovese non tradisce le aspettative con il suo romanzo.

La storia di un sogno triste della periferia di una grande città quale Genova, gemella di Napoli e di Catania, è quella che racconta Bruno Morchio nel suo ultimo romanzo. Ma le sorprese non si interrompono alla tristezza. Tutt’altro. Oggi mi onoro di recensire in pillola Dove crollano i sogni, pubblicato lo scorso 5 maggio per Rizzoli.

I sogni di Ramona

La giovanissima Ramona, per tutti Blondi, nutre il sogno di andare a vivere cin Costa Rica non appena raggiungerà l’età di maggiorenne. Sarà li a suo parere che potrà dare un senso alla propria vità. Ma la realtà è ben diversa dai sogni. La ragazza, molto sveglia, ma troppo sognatrice, vive una storia d’amore con un ragazzo di nome Cristian, più grande della stessa di cinque anni. Cristian, classico prototipo di certa sfaccettatura sociale contemporanea, ma non solo, si droga, rigetta l’idea di lavoro e manifesta a Blondi il suo sentimento solo quando hanno rapporti sessuali. Ramona è figlia di una donna che l’ha partorì in giovane età, dopo un’esperienza occasionale con un individuo che subito sparì. Importante sapere che questa è stata sempre la versione della madre di Ramona/Blondi.

Il sogno sudamericano fa si che i due ragazzi inscenano una rapina ai danni di un parente di Cristina, il tutto per aver ciò che necessita per il viaggio che li farà approdare lontano da Genova. Ecco la svolta di una bellissima penna giallo/thriller/ansiogena che non ti lascia un attimo respirare, costringendoti a leggere il romanzo fino in fondo tutto d’un fiato. Il tentativo illegale apre a una serie di intrecci che sfociano nell’assassinio della vittima rapinata, con conseguente arresto del giovane e relativo tentativo di scagionare la ragazza al fine di non coinvolgerla nel reato.

 

Psicologia dei personaggi e dei sogni

Bruno Morchio
Bruno Morchio

Entrano a questo punto, e avallo quanto su scritto su Bruno Morchio, alcuni personaggi che ruotano attorno al caso: gli amici del quartiere che in tutti i modi cercano da far coraggio a Blondi; la disperata figura del padre di Cristian, un uomo dalla vita trasandata, in preda continua al vizio del gioco che lo ha rovinato; la madre della ragazza che tenta in tutti i modi di difendere la figlia dai sospetti di un poliziotto che conduce le indagini.

La ragazza si mostrerà con tratti personologici da personalità multipla che sfocerà in un finale a sorpresa che lascia il lettore con diverso tipo di stupore: chi rischierà il blocco pneumologico, chi si esalterà per la straordinaria creatività di Morchio, intrecciata a una chiara visione della moderna società che alleva giovani dall’amor per il tutto subito e facile che troppe volte sfocia nel vizio labirintoso senza morale e senza principi. Il senso di dolore e dispiacere che può prendere il lettore ci sta perché oltre alla straordinaria stilistica, pone interrogativi nella descrizione del degrado che con uno slancio realistico nulla fa vedere di buono del futuro prossimo quotidiano.

 

Quale futuro?

Dove crollano i sogni
Dove crollano i sogni – (Clicca sulla cover per acquistare il libro)

La storia è ambientata ai giorni nostri dove vi è posto anche per la tragedia del 14 agosto di due anni fa a Genova, quando il ponte crollò, il ponte appunto che avrà un ‘ruolo’ decisivo per il finale di cui sopra dicevo, con il coinvolgimento della protagonista, davvero inaspettato.

Ottima l’impostazione dello scrittore che non si perde in inutili fronzoli di descrizioni paesaggistiche ma che mira al sodo dell’argomento trattato. Il lettore difficilmente stacca dalla lettura in quanto coinvolgente e molto scorrevole.

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".

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