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Cronache

Il Cosenza esclude Pietro Junior Santapaola nipote del boss e scatta la denuncia

Un cognome “ingombrante” quello portato da Pietro Junion Santapaola, nipote del boss di Cosa Nostra Benedetto “Nitto” Santapaola. Tanto da portare il Cosenza, squadra a cui il giovane è legato, a concludere il rapporto.

Pietro, classe 2003, originario di Messina, gioca a calcio fin a quando aveva cinque anni. Il suo sogno è sempre stato diventare un professionista e non avrebbe mai immaginato che la propria famiglia sarebbe diventata “un ostacolo” in questo percorso.

Il padre, coinvolto in un’operazione di polizia, sarebbe anch’egli legato all’ambiente mafioso. Pietro, però, non ha presenti e nessun legame con la criminalità organizzata. Questo però, non è bastato.

Entrato nel Cosenza dopo qualche mese di gioco in serie D con la squadra dello Stretto, a marzo un dipendente della società gli comunica tramite messaggi l’intenzione da parte del club di tagliare ogni rapporto professionale. Così il 17enne si è rivolto all’avvocato Salvatore Silvestro che ha presentato una denuncia prima ai carabinieri di Messina poi alla Procura di Cosenza.

«Pietro dal 3 marzo è stato completamente emarginato dalla squadra – racconta l’avvocato Silvestro a Repubblica edizione Palermo – esclusivamente alla luce dei precedenti del padre. È stato trattato come un criminale, ghettizzato».
«Quando ho chiesto spiegazioni via mail al presidente del Cosenza -prosegue Silvestro- non ho ricevuto alcuna risposta. Inoltre, la decisione, non gli è stata comunicata dal presidente, bensì da altri dirigenti».
L’azione legale di Santapaola, però, non è finita qui: presentata denuncia anche alla Federazione italiana gioco calcio, alla procura federale e alla Lega di Serie B.
E.G.
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Redazione

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