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Il catanese e i pregiudicati: storia di un grande amore

Il catanese medio, quello SH 300 e carne di cavallo, nutre un istinto di protezione quasi materno nei confronti dei pregiudicati. Il luogo dove sboccia questo amore, nella società 2.0, non può essere altro che sul web. È proprio online che il corteggiamento avviene, per lo più dietro parole di difesa.

“Deve dare da mangiare ai suoi figli”

Ogni mattina un catanese sa che dovrà correre più veloce di una gazzella per difendere un pregiudicato sotto l’ennesimo articolo di qualche testata locale. La maggior parte delle volte, a prendere le parti dei protagonisti degli arresti sono i parenti infervoriti. La bella faccia del proprio caro con allegato relativo furto o condanna per spaccio è quasi motivo di orgoglio contro tutti i commenti degli utenti. Insomma chi non desidera un genero agli arresti domiciliari perché beccato con qualche grammo di marijuana?

Ma il catanese, si sa,  è compassionevole. Sa che in questi tempi trovare lavoro è difficile e in qualche modo quel povero pregiudicato dovrà dare da mangiare ai bambini. Dunque tastiera in mano e si parte con un bel commento in dialetto.

I carnefici

I primi destinatari delle accuse di parenti e difensori sono i giornalisti. Un po’ come se quest’ultimi, armati di tesserino e penna, fossero andati personalmente ad arrestare i criminali: esiste un girone dell’Inferno anche per loro. Successivamente, dopo aver inviato i giornalisti a farsi gli affari loro il catanese ormai stanco dovrà fronteggiare contro gli altri utenti.

Davanti a rapinatori, furto di corrente elettrica ed evasione nessuna pietà. La risposta più quotata è sempre “taliativi u vostru immu”, “siamo tutti sotto lo stesso cielo”, “solo Dio ci può giudicare”. Dopo questo viaggio nella cronaca locale, il nostro commentatore potrà finalmente riposarsi.

Il fenomeno è così dilagante che esistono persino pagine Facebook con intere raccolte di questi commenti.

I commenti come specchio della società

Le lettura di queste parole fa certamente sorridere. Ma dietro, in realtà, si nasconde un po’ di amarezza. Perché i cittadini difendono la criminalità e i criminali, frutto del male supremo che è l’ignoranza?

E.G.

 

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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