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Il Capodanno salato di Catania

Catania –  Nuova denuncia di Catania Bene Comune sulle spese dell’amministrazione catanese. A finire sotto la lente d’ingrandimento del gruppo guidato da Matteo Iannitti, questa volta, l’atteso concertone di Capodanno. L’evento, in omaggio a Lucio Dalla con la presenza della Dallaband, di Antonella Ruggiero, Luca Madonia, Paola Turci, Simone Cristicchi e Ivan Cattaneo, è stato proposto all’Assessore alla cultura e al turismo, Orazio Licandro, dalla ditta Musica e Suoni di Sebastiano La Ferlita che in data 2 dicembre ha fatto pervenire all’amministrazione una proposta di concerto. La Giunta, con delibera dell’11 dicembre, ha accettato la proposta e stanziato i soldi necessari allo svolgimento del concerto: 115 mila euro.

In dettaglio, 101.750 euro saranno destinati ai cachet artistici, agibilità Enpals (oneri assistenziali e previdenziali), spese di viaggio e trasferimenti interni per la compagnia artistica, palco con copertura, impianto audio e luci, bagni chimici, transenne, ambulanze, mentre 13 mila euro saranno  destinati al pagamento della SIAE.

“A questa cifra – denuncia Catania Bene Comune –  è probabile che si dovranno sommare le spese del cachet di Lorenzo Fragola, vincitore di Xfactor, che dovrebbe aprire il concerto. Inoltre l’anno scorso, per il concerto di capodanno (costato circa 80mila euro, stanziati da Provincia e Camera di Commercio), il Comune ha speso 11mila500euro per la pubblicità dell’evento su testate giornalistiche e si dovrà capire se la Giunta intende ripetere l’investimento anche quest’anno. Certo è invece che a mezzanotte si faranno i fuochi d’artificio. La ditta Vaccalluzzo Event’s S.r.l. ha ottenuto la concessione del suolo pubblico di Villa Pacini per la notte di capodanno proprio per sparare i botti. È la stessa ditta che si occuperà di tutti i fuochi d’artificio della festa di Sant’Agata. Non si sa ancora, però, quanto verrà speso e chi metterà i soldi.

Il capodanno 2015 costerà un bel po’ di soldi all’amministrazione comunale e quindi all’intera cittadinanza e non c’è nulla di male. Utilizzare risorse pubbliche per eventi culturali è un fatto positivo. Non è ancora dato sapere se le somme previste saranno integralmente coperte dal bilancio comunale o si accederà a finanziamenti di altre Istituzioni pubbliche, anche se al momento tutto sembra a carico dell’amministrazione, ma non cambierebbe nulla se alcune risorse provenissero dalla Provincia o da altri enti, in quanto si tratterebbe sempre di somme provenienti dal pubblico. Nel merito dell’iniziativa, sull’esosità dei cachet, sulle possibili alternative non intendiamo entrare in quanto sono le associazioni culturali, i circuiti artistici e musicali catanesi, a poter meglio di chiunque altro valutare la bontà della scelta della Giunta.

Ci teniamo però a sottolineare come l’amministrazione comunale, con questa scelta, ha dimostrato che le risorse per l’arte e la musica nella città di Catania si possono trovare, che i soldi ci sono. Viene meno quindi il mantra col quale negli ultimi anni si è chiesto di tirare la cinghia, di non domandare risorse pubbliche in quanto non ce n’erano. Crolla il paradigma “soldi non ce n’è” col quale si è chiesto agli artisti di lavorare gratuitamente, alle compagnie di teatro di esibirsi a costo zero, nell’umiliazione tanto della città quanto del lavoro.

L’Assessorato alla Cultura e al Turismo nel mese di novembre ha emesso un avviso pubblico per reperire le proposte artistiche che avrebbero dal 6 dicembre al 6 gennaio costituito gli eventi culturali del Natale catanese. Il Comune si impegnava a pagare non più di 1.000 euro a evento e imponeva agli organizzatori dello spettacolo il versamento dell’8% dell’incasso alle casse comunali. Per tutto il mese di programmazione il Comune ha sborsato 13mila250 euro. Una parte delle iniziative culturali sono state infatti accettate perché gratuite per l’amministrazione, altri artisti hanno anche accettato la clausola del bando comunale che prevedeva il pagamento dello spettacolo “a cappello”.

Rivolgiamo alcune domande all’amministrazione comunale, al Sindaco, all’Assessore alla cultura: può una città che spende almeno 115mila euro per un solo concerto destinare appena il 10% di quell’importo al finanziamento di un intero mese di programmazione? Può una città che spende così tanto per capodanno, per fuochi d’artificio, per cachet, tagliare i servizi sociali e non destinare alcuna risorsa comunale alle attività culturali nel corso dell’anno? Perché una città che dispone di queste risorse per le attività culturali deve inseguire fondi dell’ANCI, dell’Unione Europea o della Regione Sicilia e non lavora sulla pianificazione dell’offerta culturale coinvolgendo i tanti enti, gruppi, associazioni che operano in città? Come si fa a chiedere sacrifici ai lavoratori della cultura e alla città tutta se poi si consegnano così tante risorse a un privato per la realizzazione di un singolo evento?

Forse – concludono – il Concertone fa più notizia, cura l’immagine del Sindaco e del suo cerchio magico, permette di svolgere conferenze stampa. Insomma serve politicamente. Le attività di ogni giorno, gli eventi culturali nei quartieri, le risorse utili a tenere in vita laboratori culturali, sale, teatri sono meno visibili, meno utili al Sindaco. Di certo però sono utili alla città, le permettono di crescere, di migliorare, di uscire dal degrado, anche culturale, che vive. Evviva gli investimenti sulla cultura, ma non solo a capodanno.”

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Redazione

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