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Il capitano Crocetta affonda con la Sicilia, ma intanto continuano a suonare i violini

Assessori che cambiano, da Zichichi al probabile abbandono della Vancheri passando per Battiato, la mancata nomina di Fiumefreddo poi piazzato a Riscossione Sicilia, e altri nomi su nomi. Oltre trenta gli assessori nominati in poco più di trenta mesi. Un assessore al mese toglie la crisi di torno, anzi la rimanda. Crisi politica che vive dall’ottobre 2012 all’indomani dell’elezione di Rosario Crocetta che formalmente non ha mai avuto una maggioranza uscita dalle urne. Poi cambi di casacca, i dissidenti del PD che hanno giocato e continuano a giocare alla democrazia che critica il proprio presidente ma che poi puntualmente vota la fiducia, vota i provvedimenti e tutti rimangono amici come prima, ma con i dovuti distinguo. Insomma in pieno stile democristiano. Vedendo lo sfascio crocettiano viene da affidarsi a Forza Italia o la destra siciliana, ma bisogno ricordare che quegli uomini e quegli schieramenti erano con Cuffaro prima e con Lombardo poi nella prima fase prima che il Raffaele di Grammichele venisse soccorso dal Partito Democratico.

Alla fine ci sono loro, i grillini, che vivono all’ARS, forse lavorano troppo e non hanno tempo per veicolare il loro lavoro e forse rimangono trincerati nello schieramento dell’opposizione, salvo cadere nelle piccole trappole di Crocetta che di tanto in tanto li tira per la giacchetta e vuole fare la rivoluzione a fasi alterne.

Intano la Corte dei Conti, fa sapere l’on. Erasmo Palazzotto, che  il rendiconto generale delle sezioni riunite della Corte di Conti sulla gestione finanziari 2014 della Sicilia costituisce un durissimo atto d’accusa nei confronti dell’intera classe dirigente dell’Isola. I numeri, impietosi e drammatici, parlano di una Sicilia che si avvia a tappe forzate verso un default da cui ci salva solo il legame con il governo nazionale.

C’è poi la questione che attanaglia da più di due mesi l’Asp catanese, una tra le più importanti, che è senza una guida praticamente. La nomina non è mai stata ratificata. Il dottore Giammanco, infatti, non può insediarsi perché dalla commissione Affari Istituzionali dell’Ars non è mai arrivata la firma sul decreto di nomina e dunque l’Asp resta nelle mani di nessuno con un grave vuoto per quasi il milione di cittadini della provincia etnea.

Il capitano Crocetta affonda con la Sicilia, ma intanto continuano a suonare i violini.

 

 

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Redazione

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