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Il bluff delle primarie in Sicilia

Seduti tutti al tavolo elettorale siciliano, i partiti stanno a vedere il gioco dell’altro, ma senza avere nelle mani una combinazione vincente. (…)
Questa la situazione siciliana a pochi mesi dalla data delle elezioni regionali. Piuttosto che passare la mano per ricominciare a fare politica, si preferisce bleffare, in un gioco di sfinimento dell’avversario, per cercare di vincere facile. Le primarie in questo contesto di gioco sono la parola per continuare a stare al tavolo della partita.

Le primarie assumerebbero un significato di metodo politico, davanti a delle proposte di governo competitive e se per queste, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, ogni componente partitica o politica si contraddistinguesse. Ma fino ad ora circolano solo volti e non progetti alternativi. Se nel centrodestra è una battaglia di appartenenze fra la destra ex missina con Musumeci e i forzisti, nel centrosinistra tutto ha origine nella guerra per correnti all’interno del Pd. Si terranno davvero le primarie in estate?

Per le vie brevi poi, se nel centrodestra si cerca un candidato moderato per giocarsi la partita nel vasto elettorato centrista, nel Pd si invoca a sua insaputa il nome del Presidente del Senato per commissariare di fatto le voci della politica regionale e salvare dal fallimento la segreteria regionale del Pd. Ci staranno a questo gioco Faraone, Lupo, Cracolici, Cardinale? In questa partita solo di nomi non emerge un’agenda per i prossimi cinque anni. Per Grillo tutto risulta invece più facile, perché sull’onda della protesta antisistema, il click decisivo per il candidato verrà dall’alto, dalla Casaleggio e associati.

Questo clima segna la fine politica dei partiti tradizionali che non sono più in grado di esprimere una proposta politica competitiva sul mercato elettorale. La situazione certifica la fine del binomio classico “destra-sinistra”. Infatti cosa distingue oggi in Sicilia questi due poli, se non l’appartenenza?

Nella società civile siciliana si fa strada una terza via di superamento degli attuali schemi di posizione: gli spazi di animazione politica di IdeaSicilia di Roberto Lagalla. In giro per la Sicilia, si sta stilando un Memorandum di riforme da realizzare nei primi centocinquanta giorni di governo regionale. Chissà se questo piano politico di riforme possa diventare il metodo politico di ricomposizione di una coalizione politica per il governo della Sicilia.

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