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Il Bilancio Partecipato arriva ad Acireale

ACIREALE – “Per la prima volta nella storia di Acireale, ci sarà un bilancio partecipato: la massima espressione di democrazia da parte dell’amministrazione nei confronti del cittadino”. Con queste parole Alessandro Oliva, assessore al Bilancio, ha presentato, stamattina al Palazzo del Turismo, un nuovo strumento per avvicinare un numero più ampio di persone alla politica e alle scelte che la stessa è chiamata ad operare ogni giorno. Al fianco di Oliva anche Antonella Battaglia (responsabile settore finanza) e Salvo Nicotra (consulente economico nominato dal sindaco); assente il sindaco, Roberto Barbagallo.

Cittadini (over 16), associazioni e società nel territorio comunale saranno chiamati a compilare, nei prossimi giorni, la “Scheda di partecipazione al bilancio partecipativo” ed entro il 15 febbraio a consegnarla. La consegna potrà avvenire a mano presso l’ufficio protocollo, tramite servizio postale o raccomandata, mediante posta elettronica. Si potranno esprimere idee e proposte su sei aree tematiche: 1) ambiente, ecologia e sanità; 2) lavori pubblici; 3) sviluppo economico e turismo; 4) spazi e aree verdi; 5) politiche giovanili; 6) attività sociali, scolastiche ed educative, culturali e sportive. La prima fase è, dunque, quella dell’informazione da parte dell’amministrazione. Si passerà poi alla consultazione e raccolta delle proposte attraverso l’aggregazione dei cittadini in un’assemblea costituita ad hoc. L’assemblea eleggerà un rappresentante, che non deve ricoprire alcuna carica pubblica, e parteciperà al comitato (formato da uffici, assessori e sindaco). Il comitato si occuperà della valutazione delle proposte valide e fattibili scartando quelle impossibili da realizzare per motivi di bilancio o di altra natura. Le proposte saranno catalogate presso l’ufficio protocollo. Il documento di partecipazione è la quarta fase e consiste in una raccolta delle proposte fattibili da portare avanti.

Il 2015 é l’anno dell’amministrazione Barbagallo – ha concluso Oliva – e l’anno del bilancio partecipato. Nella nostra zona solo due o tre comuni adottano il bilancio partecipato; tutti con risvolti positivi. Ci aspettiamo che il cittadino capisca l’importanza di questo strumento e della scelta democratica”.

Il Bilancio partecipato rappresenta un segmento di un sistema di programmazione che attueremo da qui ai prossimi mesi. Il programma elettorale del sindaco sarà convertito in programmazione istituzionale quinquennale e dovrà trovare il fulcro nell’elemento di sviluppo economico individuato dall’amministrazione, ovvero nello sviluppo dell’industria turistica orientata al termalismo e all’agricoltura. Intorno a questo punto si decideranno coerentemente le altre fasi e gli altri temi della programmazione. La chiarezza, la partecipazione e il coinvolgimento di tutti i cittadini sono importanti per riattivare il tessuto produttivo cittadino. C’è un dato indicativo desolante, il Pil di questa città si aggira su 570 milioni di euro e una componente enorme, che supera i  470 milioni di euro, è rappresentata dal lavoro dipendente e dai pensionati. Sotto il profilo della produzione economica c’è la necessità di convertire la forte propensione al risparmio in una propensione all’investimento. L’economia attesa potrà svilupparsi solo attraverso l’impiego dei capitali nel tessuto connettivo”, ha concluso il consulente economico dell’amministrazione, Salvo Nicotra. La politica tende, dunque, una mano alla cittadinanza in termini di partecipazione e coinvolgimento per un piano di sviluppo condiviso. “Meno lamentele e più proposte” sembra essere il leitmotiv lanciato dall’amministrazione comunale. La cittadinanza saprà raccogliere e fare propria questa “sfida”?

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Adriano Zuccaro

Ventiquattrenne, ex stagista al Qds, ex calciatore (si fa per dire), presto ex universitario specializzato (si spera). Laureato in lettere moderne ma proveniente dal liceo scientifico ad indirizzo informatico (perché autolesionista) è, da sempre, in bilico tra numeri impietosi e citazioni sognanti, tra bilanci dell’Assemblea regionale e lettura metrica di Orazio, tra report di natura economica e “gattopardismi” letterari-reali. Curioso, affaccendato, pignolo e pronto ad un uccidere per una mano sbagliata a briscola in cinque, insegue sogni ottocenteschi: insegnare lettere in un liceo catanese, pubblicare articoli giornalistici sulle testate “m’pottanti” e, cosa ancor più folle, portare a casa una dignitosa pagnotta grazie alle “sudate carte”.

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