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I sistemi costruttivi a secco: quali i vantaggi?

Una tecnologia eco sostenibile antica per progetti futuri

Chi non ricorda la favola dei Tre Porcellini?

Tutti siamo cresciuti con la convinzione che per sfuggire al “Lupo” ed essere quindi sicuri dentro le nostre case, bisognasse faticare tanto e costruire il nostro rifugio con i robusti e resistenti mattoni.

Probabilmente però, se la favola fosse stata scritta oggi, il Porcellino Saggio avrebbe considerato dei sistemi costruttivi che non solo gli avrebbero assicurato la solidità e la stabilità desiderata, ma che gli avrebbero permesso di risparmiare tempo e di costruire in maniera più sostenibile.

Stiamo parlando dei sistemi costruttivi a secco, una tecnica in realtà molto antica trascurata negli ultimi decenni, che si contrappone alla costruzione “a umido”, ossia quella che prevede l’utilizzo di laterizi di diverso tipo uniti da malte di varia natura.

La tecnica di costruzione “a secco” prevede tre livelli funzionali: la struttura, come abbiamo visto precedentemente, in legno o acciaio, l’involucro esterno e l’involucro interno.

Soffermandoci questa volta sull’involucro, che avevamo definito la “muscolatura” dell’edificio, ci rendiamo conto che possiamo aumentarne le prestazioni in base ai nostri desideri ed esigenze semplicemente variando le dimensioni, la tipologia e i materiali dei diversi strati: partendo ad esempio dallo strato esterno, realizzato con lastre in cemento alleggerito fibrorinforzato, si susseguono una serie di stratificazioni con funzioni meccaniche ed ambientali specifiche come la resistenza alla spinta del vento e all’intrusione, impermeabilizzazione e termoriflessione, isolamento termico e isolamento acustico. Praticamente un vestito su misura!

Esempio di parete di tamponamento
@http://www.lorenzovitali.com
Esempio di parete doppia isolata
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Esempio di parete isolata
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Perché quindi nel 2017 al Porcellino Saggio converrebbe costruire le pareti della sua casa “a secco”?

Prima di tutto perchè la tecnologia stratificata “a secco” è eco-sostenibile, ossia minimizza l’uso dei materiali e predilige l’utilizzo di quelli bio-compatibili, smontabili, riciclabili e sostituibili.

In secondo luogo, tale tecnologia consente un elevato risparmio energetico grazie alle sue caratteristiche prestazionali. Per comprendere meglio analizziamo alcuni dati: case di nuova costruzione con tecnologie tradizionali consumano 120-160 kWh/mq; edifici anni Sessanta e Settanta consumano tra i 200 ed i 400 kWh/mq; una casa costruita con tecniche di stratificazione a secco consuma 30-50 kWh/mq. Il risparmio è evidente!

Altro vantaggio non indifferente è il breve tempo di realizzazione della costruzione che, inevitabilmente, incide abbassando i costi dell’immobile finito.

Infine, chiudendo il life-circle della costruzione, nel momento in cui bisognerà dismettere l’edificio o parte di esso, ciascun elemento utilizzato può essere smontato e, perchè no, riutilizzato in altro contesto o riciclato.

Naturalmente, è importante ricordare che quanto più desideriamo che il nostro edificio sia “smart ” e perfettamente rispondente alle nostre esigenze, tanto più è necessario un livello di progettazione avanzato prima dell’avvio del cantiere. Solo in questo modo, infatti, prevedendo correttamente tutti gli elementi, i tempi e le fasi di lavoro, si limitano i tempi morti, gli errori da improvvisazione e di conseguenza i costi.

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