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I pupi dei Fratelli Napoli salvati dalle Porte di Catania

Dopo vari pellegrinaggi e traslochi la Marionettistica dei F.lli Napoli trova dimora alle Porte di Catania. Con una raffinata operazione di marketing il direttore del centro commerciale, Simone Rao, ha trovato uno spazio agli storici pupi catanesi, patrimonio dell’Unesco ma del tutto dimenticati dall’amministrazione, che ospita una zona museale gli storici pupi catanesi, e  un’altra teatrale.  «Ci era stato promesso da parte del Comune – dice Fiorenzo Napoli, direttore artistico ed erede dell’importante tradizione pupara catanese – che entro Gennaio 2015, il Teatro Stabile dell’Opera dei Pupi sito alle Ciminiere di Catania, ci sarebbe stato riconsegnato, ma non sappiamo a quali condizioni, ne mai abbiamo ricevuto una comunicazione ufficiale. Così mentre cessava il rapporto con le società che gestivano in modo non adeguato i locali del Teatro-Museo di Vecchia Dogana (Porto di CT), abbiamo avuto l’opportunità di un contatto con la direzione del Parco  Commerciale Porte di Catania, che si è resa subito disponibile al necessario accoglimento dei nostri materiali storici rimasti improvvisamente senza una sede museale. Questa è stata una grande occasione, non solo per la possibilità di mettere in scena gli spettacoli, ma soprattutto per la creazione di uno spazio espositivo, che ci ha permesso di rimettere in mostra pupi, fondali, cartelli e attrezzerie di scena che avrebbero rischiato di rovinarsi per sempre se fossero stati depositati nuovamente nel nostro vecchio magazzino danneggiato dalla mancata manutenzione di un soprastante locale del Comune».

Lo spazio, concesso gratuitamente, al centro commerciale Porte di Catania ospita infatti nei suoi 650mq il Museo-Teatro dei Pupi dei F.lli Napoli, visitabile gratuitamente da tutti. «In molti comuni siciliani le amministrazioni hanno trovato degli spazi adeguati per i musei delle marionette, eccetto a Catania dove è stato un privato a concederci uno luogo dove operare, accogliere il pubblico degli appassionati, i giovani, gli studiosi che vogliono accostarsi al meraviglioso mondo dei Pupi Siciliani. Eppure la nostra secolare attività è conosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo, insignita pure del Praemium Erasmianum nel 1978 ad Amsterdam, ma qui non abbiamo e continuiamo a non avere nessuna attenzione da parte dell’amministrazione della nostra città. Non saremo Picasso ma sicuramente rappresentiamo una tradizione culturale importante riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco».

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Redazione

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