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I Promessi Sposi all’Ambasciatori incantano grandi e piccoli

18268590_10210940540823781_837471518379599491_nIl fine settimana scorso ha visto sul palco del Teatro Ambasciatori il musical I Promessi Sposi, amore e provvidenza.

Con la direzione musicale di Lilla Costarelli, le coreografie di Erika Spagnolo e la regia di Alessandro Incognito e la supervisione registica di Gisella Calì, lo spettacolo ha visto sul palco del teatro circa una trentina tra attori, cantanti e ballerini compresi i quattordici personaggi principali impersonati da tredici valentissimi interpreti.

18194105_10209663804619967_1321059071995153742_nMettere in scena un romanzo caposaldo della letteratura italiana non è certo semplice e si rischia sempre di tralasciare qualcosa, sorvolare su qualcos’altro o semplificare troppo la complessità di alcuni personaggi e la grandezza di quest’opera sta proprio nel voler trasmettere al pubblico la bellezza pura dei Promessi Sposi così come sono stati scritti, senza sovrastrutture o semplificazioni.

18199353_10209663809540090_8669901887705800072_nSe l’intenzione era mettere in risalto la modernità del dramma manzoniano attraverso il travaglio esistenziale dei personaggi, dal giovane irruento Renzo Tramaglino al perenne inseguimento della ingenua e fedele Lucia Mondella, dal travagliato incredulo Innominato alla passionale Gertrude la direzione presa per questo musical è perfettamente riuscita.

L’impianto scenico forse già visto in ambito operistico ha saputo sfruttare in maniera funzionale ed efficace le esigenze di regia sostenendo come in un continuo abbraccio le splendide voci di Maria Cristina Litrico e Alessando Incognito, rispettivamente Lucia e Renzo e il coro di ballerini.

Agnese, affidata a Giovanna Manola, Don Egidio (Bruno Gatto), Don Rodrigo (Carmelo Gerbaro)  il Griso (Nicola Costa) praticamente quasi perfetti nelle parti loro affidate, intensi e dalle vocalità espressive ma allo stesso tempo curatissime.

18221930_10209663802219907_4858477625537792222_nIncredibile nella veste di Don Abondio Franco Colajemma, divertente, ironico perfettamente calato nel ruolo del “vaso di coccio tra vasi di ferro” assistito dalla divertente Laura Giordani, Perpetua.

Volutamente lasciate alla fine meritano una menzione particolare Antonella Leotta che, interpretando la Madre di Cecilia, aiutata forse da una splendida canzone, ha condensato in una sola uscita tutto il patos che Manzoni descrive per quella scena. Così come una voce straordinaria ha sostenuto Grace Previti, contraltare di Lucia nei panni 18198232_10209663841620892_3433099320594966278_ndi Gertrude.

Si può affermare senza tema di smentita, però, che i veri divi dei Promessi Sposi, Amore e Provvidenza, siano stati Giuseppe Bisicchia e Emanuele Puglia. Il primo per aver interpretato due ruoli, quello di Frate Cristoforo e del Cardinale Borromeo restituendo ad entrambi l’importanza cruciale della narrazione manzoniana, che come tutti i ruoli “fulcro” spesso vengono sottovalutati;

18268165_10209663841140880_5682801987637684221_nIl secondo per il suo magnifico Innominato dalla voce potente e mai patetica seppur nel travaglio interiore imposto dal ruolo. Il duetto tra i due faceva quasi venir voglia di cambiare il sottotitolo in Amore e Redenzione.

Si potrebbe scrivere moltissimo su questa edizione dei Promessi Sposi, Amore e Provvidenza ma è riuscito a dimostrare due cose importantissime: la prima è che si può elaborare una forma di intrattenimento ritenuta leggera pur mantenendo la forza e il significato di una grande opera letteraria attraverso lo studio profondo e la professionalità di tutte le maestranze; la seconda è che, quando all’uscita da teatro bambini entusiasti chiedono ai genitori di voler leggere il romanzo, ha vinto. Tutto il resto è speculazione dialettica.

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Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

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